Find All e Find All 6 Netherland Recensione: il mondo è un puzzle
Dopo aver provato la demo di Woodo e averne apprezzato specifiche scelte di design, speriamo possa interessarvi approfondire l’universo di Find All, di cui abbiamo giocato due capitoli divertendoci e rilassandoci al tempo stesso.
La serie è nata dal team di sviluppo Very Very LITTLE Studio con un primo capitolo pubblicato nel 2021, e si è rapidamente sviluppata proponendo anche la variante Find Kittens. È interessante notare come nel corso del tempo, la serie abbia avuto una sua maturazione, aumentando il numero di elementi nell’ambiente di gioco con i quali è possibile interagire (es. finestre e porte). Attualmente lo studio ha in sviluppo un nuovo titolo,
Little Hamster: Find and Organize, sempre sulla piattaforma Steam.
| Developer | Very Very LITTLE Studio |
| Publisher | Very Very LITTLE Studio |
| Genere | Puzzle |
| Data di pubblicazione | 3 giugno 2021 e 27 maggio 2025 |
| Piattaforma | Steam |
| Lingua italiana | Non disponibile |

Cosa rende la serie Find All interessante
È molto difficile mettere insieme proposte videludiche PEGI 3 che consentano di tenere alta l’attenzione anche di un’utenza più matura. I capitoli della serie Find All che abbiamo potuto giocare hanno questa caratteristica: in un mondo che ci costringe troppo spesso ad andare veloci, questi titoli impongono calma e pazienza. Sebbene nel primo capitolo ci sia una sorta di orologio che porta il tempo, non si avverte la pressione di performare, a meno che non si voglia fare i conti con una propria personalissima ricerca della perfezione che però non ha nulla a che vedere con lo scopo del gioco.
Perché, qual è lo scopo in questi titoli? Trovare tutti gli oggetti nascosti, sfidando un calo della concentrazione sempre più evidente nella nostra società. Sfidando anche le intemperanze caratteriali di fronte alla difficoltà di riuscire nell’impresa.

Gameplay e meccaniche di gioco
In Find All l’obiettivo è molto chiaro e dunque ci si deve aspettare un universo un po’ folle, dove non può impressionare una tazzina in mezzo a delle piante o una salsiccia che vi guarda dalla finestra. Al giocatore il compito di ispezionare con attenzione la scena per iniziare a scoprire un certo numero di oggetti nascosti. Si parte con tre categorie di oggetti e man mano che una delle categorie arriva ad esaurimento ecco che si può scegliere una nuova categoria tra alcune opzioni a schermo. E quando pensavo di aver scelto l’oggetto più evidente da trovare, scoprivo in realtà di essermi messa nei pasticci, perché ricordavo di averlo visto da qualche parte, ma avevo totalmente dimenticato dove.
In fondo, la bellezza di titoli come questo, basati appunto sul concetto di puzzle come ricerca di hidden objects, è la capacità degli artefatti di sparire sotto i nostri occhi esattamente come erano comparsi appena cinque secondi prima. Occorre lavorare con lo zoom e lenti spostamenti nell’ambiente di gioco per recuperare l’oggetto scomparso. Bisogna osservare con grande concentrazione qualcosa che sembra assolutamente compiuto per coglierne l’elemento estraneo. C’è sempre complessità in un’apparente semplicità. Eppure, poi, alcune cose sono ovvie. Ma ormai l’occhio è talmente abituato alla follia del disordine che quell’ovvietà sfugge.
Insomma, Find All è una serie di titoli divertenti, con un design dei personaggi delizioso, che ha rievocato nella mia memoria fanciullesca le illustrazioni di Richard Scarry e i suoi animali antropomorfi. Sembra un libro per bambini, in grado però di deliziare e intrattenere anche noi adulti.

Effetto mindfulness
Da grande appassionata del legame tra videogioco e mindfulness, il primo impatto con i due capitoli giocati di questa serie è stato positivo. E’ difficile trovare un’attività che ci consenta di portare attenzione al momento presente senza avere la fretta che questo momento lasci spazio ad un “dopo”. In Find All è divertente concentrarsi su quello che si fa e si ritorna ad un concetto molto simile a quello visto in Woodo: il mondo di gioco da bianco e nero assume un colore.
Sono per lo più i colori primari, i primi con cui si familiarizza da bambini, imparando a mescolarli per creare qualcosa di nuovo. Qui colorare il mondo ha un duplice effetto: ci gratifica perché trasmette il senso di progressione; semplifica perché rende più riconoscibili le zone in cui c’è ancora da lavorare, eppure restituisce un’immagine più complessa del mondo, perché niente è mai solo bianco o nero.
E nella mindfulness si impara a restare anche nella complessità, ad accettarla come una parte della nostra vita.
Aggiungo che la colonna sonora, nella sua semplicità, contribuisce notevolmente al rilassamento e alla calma.

Conclusioni
Di questa serie ci sono bundle che consentono di giocare i diversi titoli ad un prezzo assolutamente eccezionale. Il prezzo dei singoli capitoli rende invece questi giochi quasi un regalo, per cui adatti ad un piccolo ma assolutamente consigliabile investimento: è un passatempo rilassante anche in ottica di family game, da consumare in sessioni di gioco brevi, per un approccio lento e graduale al medium. Vi consiglio di cercare i capitoli che più vi colpiscono tematicamente. In ogni caso, giocateci se concentrarvi non vi fa paura, se vi appagano la catalogazione degli oggetti e la sensazione di mettere ordine in qualcosa di caotico.





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