Woodo provato: diorama di formazione
Woodo è stato pubblicato il 16 settembre 2026 e oggi voglio parlarvi della mia esperienza con la demo, della durata di circa 45 minuti.
Il titolo è stato sviluppato da Tiny Monks Tales, pubblicato da Daedalic Entertainment, ed è sostanzialmente un puzzle game in 3D con importanti elementi narrativi.

Uno sguardo educativo
Sin dalle prime presentazioni del titolo, ne ero rimasta colpita, per le atmosfere sognanti e fanciullesche, per quei colori pastello così rasserenanti. Ed effettivamente anche questo titolo, come Coffee Talk Tokyo (di cui vi abbiamo recentemente parlato) si configura a tutti gli effetti come cozy game. Un titolo all’apparenza semplice, nato per rilassare e riempire con qualcosa di poco impegnativo il nostro tempo libero. In realtà, proprio come altri cozy games è alla fine complesso, per le tematiche trattate, magari sensibili per qualcuno.
Posso dirvi senza troppi giri di parole che definirei Woodo, almeno per quanto mostrato nella demo, un gioco educativo, utile per i primi approcci al medium e anche ai più esperti, per riflettere intimamente su alcuni aspetti della nostra società. E anche per tornare con nostalgia a quella fase della vita in cui ci bastava poco per divertirci.

La storia raccontata in Woodo
La protagonista del titolo è Foxy, giovanissima adolescente che torna a confrontarsi con gli altri in un ambiente che non è più quello digitale. La prima parte della demo ce la presenta molto bene: vive spesso
chiusa nella propria camera, socializzando con persone che forse non vedrà mai dal vivo, tra social media e videogiochi. Trovo interessante la scelta di utilizzare proprio il medium videoludico per trattare un tema
così attuale e spinoso.
Nonostante la sua veneranda età, il videogioco è ancora oggetto di critiche e pregiudizi. Ed in questo caso è proprio il videogioco a farsi portavoce di un tema come quello del ritiro sociale, veicolando messaggi e generando riflessioni intime su una situazione che accomuna tanti giovani di oggi. È dunque a mio parere ancora più chiara la funzione educativa di questo titolo che, tramite il gioco, sa raccontarci una storia di crescita e formazione.
L’obiettivo è quello di accompagnare Foxy in un’avventura in carne ed ossa, che la porterà a conoscere nuove persone, a trovare quello che diventerà il suo migliore amico, confrontandosi con la maturazione e la vita oltre gli schermi e le mura di casa.

Gameplay e meccaniche di gioco
Woodo si presenta come un puzzle nel quale il nostro obiettivo è dare vita al mondo in cui Foxy si muove, pagina dopo pagina, come in un vero e proprio racconto su carta. Si tratta a tutti gli effetti di un diorama:
una scenografia in movimento, un susseguirsi di azioni che rendono quel mondo reale e colorato. Infatti, ogni pagina del diorama nasce bianca, quasi priva di vita. Sta a noi, grazie anche ad un tutorial iniziale che spiega molto chiaramente come muovere il cursore sullo schermo, conferire movimento e colore ad ogni situazione. Incastriamo i pezzi giusti nel puzzle tridimensionale, muoviamo quasi a 360° il mondo di
gioco per coglierne ogni punto di vista e riuscire a risolvere la scena fino all’ultimo incastro.
Nella demo non si raggiunge mai un punto di frustrazione e la curva di apprendimento sembra ben bilanciata. Si impara piano piano partendo dai pezzi più semplici, intuitivi e immediati, scegliendo se lasciare per ultimi i tasselli più ostici e piccoli (nel mio caso la difficoltà era legata infatti sia alle dimensioni del pezzo che all’impersonalità dello stesso, per colore o forma). L’aspetto educativo del gioco sta anche nell’allenamento di capacità di osservazione e attenzione ai dettagli, elemento a mio parere mai secondario nella valutazione anche solo preliminare di un puzzle game ben riuscito. Certamente c’è un elemento di storytelling molto forte e ben sviluppato. Creare inutili momenti di frustrazione rischierebbe di minare la godibilità della narrazione.

Conclusioni
Consiglio a tutti di scaricare la demo (io ho provato il titolo su Steam), trasversalmente. È tra l’altro un PEGI 3, il che vuol dire che si presta molto bene ad essere un family game, un momento di intrattenimento per figli accompagnati dai genitori.
Il tema affrontato è di grande attualità e la veste grafica lo rende più leggero e alla portata di tutti. La demo si apre con un tutorial utile a familiarizzare con i comandi di gioco e si chiude esattamente nel punto
giusto, lasciando la curiosità di avventurarsi più a fondo nella storia di Foxy. Sentivo la mancanza di titoli così accattivanti anche per una fascia d’età più giovane. Spero vi piacerà quanto è piaciuto a me.





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