Noir Mafia Simulator: 1960s American Crime Provato: un’atmosfera cupa e intrigante, ma un po’ sfocata

Noir Mafia Simulator: 1960s American Crime è arrivato su Steam in Early Access il 21 aprile con un’idea molto chiara: trasformare l’esperienza di un simulatore mafioso anni Sessanta in un sandbox dove il giocatore possa organizzare rapine, fughe e operazioni criminali in libertà quasi totale. Abbiamo avuto l’occasione di metterci le mani, e ora vi parleremo delle nostre prime impressioni del videogioco sviluppato dallo studio indipendente Meraki Tech

Il gioco è disponibile in accesso anticipato per PC e Nintendo Switch.

Indossa la coppola e preparati a sovvertire la città

Il titolo mette il giocatore nei panni di un gangster emergente all’interno di una criminalità americana stilizzata, fatta di banche da svaligiare, stazioni di polizia in cui infiltrarsi e rifugi mafiosi da conquistare.

La struttura è basata su missioni aperte e approcci multipli. Ogni colpo può essere affrontato in maniera silenziosa, sfruttando furtività, aggiramento delle guardie e strumenti da scasso, oppure in modo aggressivo, puntando tutto su fucili, mitragliette e caos. Questo dualismo rappresenta il cuore del gameplay ed la parte più convincente dell’esperienza, per quanto all’inizio si debba decisamente litigare coi comandi, soprattutto se si gioca da PC. Abbiamo provato sia con mouse e tastiera che con un controller, ma la frustrazione è stata equivalente.

Se si supera l’ostilità iniziale data dai comandi, la libertà concessa al giocatore crea situazioni imprevedibili e spesso divertenti, soprattutto nelle prime ore.

Essendo però un Early Access, pubblicato da pochissimo, il gioco mostra chiaramente i limiti di una produzione ancora in costruzione. Il loop di gioco tende inoltre a ripetersi rapidamente. Dopo le prime missioni emerge una certa ripetitività: entrare, rubare, fuggire, resistere alla polizia. Le variabili cambiano, ma la struttura resta la stessa. Chi cerca una forte progressione narrativa o sistemi economici profondi potrebbe percepire il titolo come ancora superficiale e decisamente spoglio.

Noir Mafia Simulator: 1960s American Crime: un’identità mafiosa un po’ incerta

Il paragone più immediato e inevitabile è con la saga di Mafia III, soprattutto per l’ambientazione americana e il fascino del crimine organizzato. Tuttavia, sarebbe sbagliato aspettarsi un’esperienza narrativa cinematografica. Dove Mafia III punta su personaggi, storytelling e atmosfera, Noir Mafia Simulator preferisce la simulazione libera e la sperimentazione.

Più vicino, come filosofia, è probabilmente Drug Dealer Simulator, con cui condivide la crescita criminale graduale e il focus sulla gestione di attività illegali. Anche qui si percepisce una forte impronta da simulatore indipendente: meccaniche interessanti, budget contenuto e una certa ruvidità tecnica. Drug Dealer Simulator ricevette recensioni miste proprio per il rischio di diventare ripetitivo e poco rifinito, un rischio che anche Noir Mafia Simulator sembra correre.

Ci sono inoltre elementi che ricordano titoli sandbox emergenti legati agli heist game, con missioni costruite come puzzle dinamici più che come livelli lineari. La differenza è che Noir Mafia Simulator prova a inserirsi in un immaginario preciso, quello del noir criminale anni Sessanta, fatto di completi eleganti, locali fumosi, radio che possiamo ascoltare a nostro piacimento per immergerci nell’ambiente anni ’60 e tensione urbana.

La trama non rappresenta il vero motore dell’esperienza, tutt’altro. Più che raccontare una storia forte e strutturata, il gioco costruisce un contesto dentro cui il giocatore crea il proprio percorso criminale, senza un vero obiettivo, se non quello di arricchirsi e accrescere la propria fama come gangster. Questo approccio funziona bene per chi ama la libertà, ma può lasciare a bocca asciutta coloro che cercano dialoghi memorabili, personaggi iconici o una campagna con una narrativa più strutturata.

Un comparto audiovisivo che definisce una grande personalità

Dal punto di vista estetico, comunque, il gioco riesce a trasmettere una discreta identità artistica. L’ambientazione anni Sessanta è il suo punto di forza più immediato. Le luci soffuse, le palette cromatiche tendenti al seppia e una direzione artistica che cerca di evocare il noir americano contribuiscono a creare atmosfera, così come le musiche jazz.

Il comparto tecnico però resta altalenante. Alcune animazioni risultano molto rigide e i movimenti del personaggio non sempre danno sensazioni convincenti. Anche l’intelligenza artificiale delle guardie e della polizia appare ancora semplice, soprattutto durante le fasi di inseguimento o allarme. A tratti la qualità visiva appare discontinua, con ambienti suggestivi alternati a texture più spartane.

L’aspetto più originale resta comunque la combinazione tra simulazione mafiosa e approccio sandbox. Il gioco non tenta di essere un semplice clone della serie Mafia, ma piuttosto un esperimento a metà tra simulazione criminale e gioco d’azione libero. È un progetto con potenziale evidente, ma che oggi appare più come una base promettente che come un prodotto pienamente rifinito. Considerando il suo stato in Early Access, l’augurio è che il titolo possa essere rifinito nel suo comparto tecnico per far emergere davvero le qualità che possiede.

Noir Mafia Simulator: 1960s American Crime è sicuramente un titolo che divide. Da una parte offre libertà, atmosfera e fantasia criminale; dall’altra mostra i limiti strutturali tipici di un Early Access appena arrivato sul mercato. Per gli appassionati del genere può rappresentare una curiosità interessante, purché si accetti l’idea di trovarsi davanti a un gioco ancora in evoluzione e scarso sul piano narrativo.

Nota di trasparenza: abbiamo ricevuto una copia review gratuita del gioco tramite Game Press. Questo non ha influenzato il giudizio espresso nella recensione.

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