VegeLypse Provato: un’apocalisse vegetale anni ’90

Ho avuto l’opportunità di provare il playtest di VegeLypse. Un beat ‘em up a scorrimento con componenti rogue-lite in cui vestiremo i panni di cactus antropomorfi membri di una rock band! Il gioco, sviluppato dal team indipendente polacco Jumble Cats Studios, è interamente disegnato a mano. Per stile grafico e colonna sonora, mi ha riportato con nostalgia ai cartoni animati anni ’90 come gli Street Sharks o le Tartarughe Ninja. La pubblicazione invece è opera di Tate Multimedia, studio di sviluppo e publisher polacco attivo da ben 25 anni nell’industria. Aiuteremo la Hard Rock Cacti Band a sbaragliare le orde di frutta e verdura mutata che riempiono le strade a suon di pugni, combo e risate in co-op fino a quattro giocatori.

Sessione multigiocatore a tre giocatori tra esplosioni e icone di stato

Botte da orbi e spine da cactus

Il gameplay è piacevole e tecnico al punto giusto con entrambi i personaggi presenti nella demo, con un playstyle differente per ognuno. I due cactus attualmente disponibili sono Diego e Lucille. Mentre il primo si basa su attacchi corpo a corpo a distanza ravvicinata e ha la capacità di schivare, Lucille ha la capacità di sparare proiettili dalla distanza e applicare lo status luce ai nemici ma può difendersi solo parando. Nel gioco completo mi aspetto almeno altri due personaggi. Spero di trovarne uno dotato della possibilità di combattere a medio raggio e l’altro con la possibilità di applicare altri status.

Ma pad alla mano com’è il feeling? Il feedback dei colpi è soddisfacente, così come anche le animazioni degli attacchi, l’hit stop dei nemici e i sound effect dei colpi. Forse l’unica vera pecca, in quanto beat ‘em up, sono le hitbox degli attacchi. Non sono sempre ben visibili e ciò potrebbe creare qualche problema nelle stanze più caotiche.

Da migliorare, a parer mio, anche la gestione dello spazio e della profondità degli scenari. Spesso infatti ci ritroveremo a mancare i nostri colpi solo per esserci posizionati qualche pixel troppo in alto o troppo in basso.

Frenetica battaglia in VegeLypse con numeri di danno, fiamme e tracciamento delle Quest

Fermiamo la VegeLypse con la caffeina

L’andamento delle run non è lineare, alla fine di ogni stanza avremo dei percorsi tra cui scegliere. Dimenticavi però le trasure room di The Binding of Isaac, qui più che altro avremo la possibilità di scegliere contro quale tipologia di nemici scontrarci.

Tra una stanza e l’altra poi, se abbiamo raccolto abbastanza chicchi di caffè dai nemici, potremo scegliere un potenziamento per il nostro personaggio. Questi sono abbastanza vari tra loro e, in molti casi, i power up più potenti sono accompagnati da dei debuff che vanno a bilanciare il tutto.

Le “build” puntano molto sulle classi di nemici, avendo a disposizione potenziamenti che ci faranno fare più danni ad una determinata categoria di vegetale. Non mancano però potenziamenti che attribuiscono ai nostri attacchi degli status, come ad esempio la possibilità di dar fuoco ai nemici. Un assaggio interessante, considerando che per la versione definitiva il team ha già promesso un ventaglio di oltre 100 modificatori e perk con cui sbizzarrirsi, garantendo una varietà di combinazioni potenzialmente enorme rispetto a quanto visto finora.

Gameplay  con Diego e Charlie che eseguono combo e attacchi a raggio contro i nemici

Progressione vegetale: un’arma a doppio taglio

Quello che ho davvero adorato di VegeLypse è il sistema di progressione e potenziamento permanente dei personaggi tra le varie run. Per rendere più potenti i nostri spinosi fanatici del rock dovremmo completare delle sfide di allenamento durante le nostre partite.

Queste sfide, oltre a potenziarci permanentemente le statistiche, ci permettono di sbloccare anche nuove combo, rendendo pian piano il combat system sempre più stratificato. Le sfide sono varie: sconfiggere un determinato numero di nemici con una combo specifica, uccidere nemici lanciando oggetti, colpire più nemici con un solo colpo, dare fuoco ai nemici e poi colpirli, stordire gli avversari, salvare delle galline dai nemici e così via.

Lo stesso sistema si applica però anche ai nemici e questa per me è la genialata degli sviluppatori. Per ogni tipologia di nemico avremo delle mini sfide da completare che aumenteranno non solo le nostre statistiche ma anche quelle dei nemici stessi. Questi infatti inizieranno ad avere nuove mosse, nuovi punti di spawn o capacità di movimento. In questo modo il gameplay non risulterà mai ripetitivo o statico, ma avremo sempre qualche obiettivo da completare che ci porterà ad adattare il nostro playstyle. Inoltre il gioco sembra auto bilanciarsi ad ogni nostro potenziamento, rendendo il livello di sfida sempre piacevole e mai sottotono.

Combattimento in VegeLypse con raggio di fuoco e nemici ortaggi mutati a schermo

Dettagli e promesse

Ciò che, almeno al momento, risulta ripetitivo in VegeLypse è il level design delle varie stanze. Queste infatti, per quanto molto belle da vedere grazie ai disegni fatti a mano, sono decisamente troppo poche e purtroppo sempre uguali. Spero che gli sviluppatori si stiano scervellando per capire come dare una ventata di novità a queste mappe nel gioco completo, magari con qualche elemento procedurale che potrebbe evitare la monotonia. Se da un lato i disegni fatti a mano, con tanto di animazioni ben fatte e molto fluide, sono un grandissimo pro per il progetto, dall’altro posso immaginare come questo complichi la possibilità di inserire stanze procedurali, un elemento cardine in molti rogue-lite.

Va detto che, stando a quanto dichiarato dallo studio, l’offerta contenutistica della release completa di VegeLypse sarà decisamente più corposa: sono infatti previste ben 10 mappe esplorabili, tre filoni di quest legate alla storia principale e 6 diverse tipologie di nemici vegetali da sbloccare e studiare a fondo. Non mancheranno inoltre diverse modalità alternative per vivere l’esperienza: oltre alla canonica modalità Storia, troveremo una modalità Arcade votata al punteggio puro, un’Arena per gli amanti delle sfide a ondate e una Endless mode pensata per testare la resistenza delle nostre build contro orde infinite.

Per quanto riguarda il comparto tecnico il gioco ha sicuramente bisogno di qualche rifinitura. Non è raro infatti imbattersi in evidenti cali di frame nelle stanze più caotiche, però per essere un playtest VegeLypse mi è sembrato abbastanza stabile e solido. Ciò che, a parer mio, andrebbe completamente rivisto è l’hud. Se per le barre di vita ed energia abbiamo un hud abbastanza carino da vedere, per i menù e le schermate di allenamento e ricerca sui nemici c’è la spartanitá più totale. Questo rende il tutto sicuramente più chiaro e leggibile, ma stona decisamente troppo con la cura degli sfondi e dei personaggi. Non parliamo poi della schermata di potenziamento tra le stanze, un semplice schermo nero con delle scritte, a dir poco anticlimatico.

Scontro corpo a corpo in VegeLypse tra i cactus protagonisti e piante mutanti

Conclusioni

In conclusione, VegeLypse ha tutte le carte in tavola per attirare a sé sia i fan dei classici beat ‘em up che i fan dei moderni rogue-lite. L’impianto di gioco è ben strutturato e decisamente appagante e, al netto di qualche dettaglio da limare, ci troviamo davanti ad un prodotto ben realizzato e soprattutto ben pensato. Io personalmente non vedo già l’ora di giocarlo tutto insieme a degli amici, ma sinceramente ci giocherei volentieri anche da solo.

E voi? Aiuterete questi cactus rockettari ad evitare questa apocalisse vegetale? Fatecelo sapere nei commenti e seguite enterloading.com e la nostra pagina instagram per rimanere sempre aggiornati sul mondo videoludico!

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