Aniimo: cercavo un degno Monster Collector, ho trovato un Gacha
Chi già bazzica Enter Loading saprà già che mi sento “orfano” di un monster collector in grado di riportarmi indietro nel tempo, e no, Pokémon Champions non è riuscito a farmi ridiventare un allenatore. Dopo un’infanzia intera passata a catturare mostriciattoli tascabili, la voglia ancora non mi è passata. Crescendo ho capito che era arrivato il momento di mettere da parte il franchise più famoso al mondo per esplorare altri lidi. D’altronde se un ristorante inizia a far schifo perché ritornarci? Tra spin-off di Dragon Quest, Digimon, Shin Megami Tensei e Persona fino ai recenti Monster Hunter Stories li ho provati un po’ tutti. Alcuni mi sono rimasti particolarmente nel cuore, altri invece li ho solo provati. Di recente, questa mia ricerca al Monster Collector che mi farà ritornare bambino, mi ha portato da Aniimo. Poi mi sono reso conto che è un gacha e me ne sono immediatamente pentito.
Frutto di circa quattro anni di sviluppo, Aniimo è un action RPG open world free-to-play, monster collector, gacha. Sviluppato dallo studio cinese Pawprint Studio e pubblicato a livello globale da FunPlus attraverso la sussidiaria Pawprint Interactive Entertainment con sede a Singapore, il titolo è stato realizzato sul motore grafico Unity Engine integrando tecnologie come NVIDIA DLSS 4.5 su PC. Il gioco ha debuttato ufficialmente il 16 settembre 2026 su personal computer, PlayStation 5 e Xbox Series X|S — sbarcando fin dal day-one nel catalogo di Xbox Game Pass — per poi completare il proprio ecosistema cross-platform con il rilascio su dispositivi mobili iOS e Android il 23 settembre 2026.

Pawprint vs Game Freak
Essendo un monster collector il primo elemento con cui ci si scontra riguarda il design delle creature. Gli Aniimo, per quanto ben curati nei modelli e nelle animazioni, sembrano esser stati creati senza provare a rendere l’intero roster omogeneo. Si passa da creature che sembrano uscite da un film di Barbie, ad altre che ricordano i Digimon o alcuni demoni dell’universo Atlus.
Attenzione, è chiaramente giusto che creature più carine convivano con altre più mostruose, parlo proprio di resa visiva e mood generale. Insomma, se in Pokémon non ci rendiamo conto che le creature siano state disegnate da tanti artisti diversi, qui invece si nota eccome!
Game Freak su questo ha tanto da insegnare, ma potrebbe e dovrebbe imparare da Aniimo come animare delle creature in un ambiente naturale. Fermi tutti, so che state pensando all’IA Generativa ma non è questo il caso. Pawprint Studio infatti ha confermato che l’IA è stata utilizzata solo ed esclusivamente per creare le immagini promozionali e non per i design o gli asset di gioco!

Un Gacha poco avaro
Il game loop è il solito ammasso di attività diverse che ti ricompensano con decine di valute per i vari shop della parte “gacha” o con miliardi di materiali per i potenziamenti delle creature o degli equipaggiamenti. Fortunatamente, a differenza di molti concorrenti diretti, l’economia non punisce né limita eccessivamente chi decide di non spendere. Le mansioni sulla mappa e le attività nell’hub centrale sono numerose, abbastanza varie e solo in minima parte vincolate al consumo di risorse di ricarica. Il gioco consente di giocare liberamente tanto per sessioni mordi e fuggi di pochi minuti quanto per maratone di ore.
Quando però si iniziano a sbloccare i vari menù, shop, potenziamenti ed equipaggiamenti iniziano i dolori. Il sistema di progressione e l’hud diventano il solito casino, per me insopportabile, di ogni gacha. Ogni volta che provo un gioco di questo tipo mi ritrovo a chiederemi se sia un mio problema non riuscire a tollerare queste cose o se ancora non sia stato trovato un modo migliore per rendere più digeribile questa formula.
Sul versante narrativo, la trama non dimostra sin dalle prime battute alcun guizzo di reale originalità o profondità. Anzi, finisce per perdersi man mano in missioni secondarie che hanno affossato completamente il mio interesse. Il world-building di fondo lascia intravedere qualche scorcio e potenziale affascinante, ma allo stato attuale — privi come siamo persino della prima espansione ufficiale — l’universo narrativo mette sul piatto troppo poco rispetto ai piani futuri del team, rendendo prematuro qualsiasi giudizio definitivo sulla lore e sull’ambientazione complessiva.

Ho già giocato ad Aniimo?
Sul piano puramente ludico ci troviamo di fronte a un “mappazzone” ben confezionato. Le idee sono mutuate da produzioni ben più celebri, tanto che basta guardare i vari trailer per rintracciare chiaramente ogni singola fonte d’ispirazione. Facciamo l’elenco?
C’è un pizzico di The Legend of Zelda: Breath of the Wild nella presenza dei sacrari sparsi lungo la mappa e nell’impiego della stamina per volare, nuotare o arrampicarsi. Da Genshin Impact viene ripreso il dinamismo dell’esplorazione, il feeling dei comandi in combat e tutta quella trafila di sottomenu da gacha. C’è Leggende Pokémon: Arceus per il metodo di cattura in tempo reale e per quell’accenno di stealth che ne incrementa le probabilità di successo. Infine troviamo una decisa impronta di Palworld, visto che sbloccheremo una zona in cui schiavizzare i nostri Aniimo mettendoli ai lavori forzati.

Insomma, di originale probabilmente c’è solo la meccanica del Twining. L’unica trovata capace di farmi pensare che vorrei vedere una simile soluzione implementata anche in altri monster collector. Tramite un tasto potremo infatti fonderci con la creatura prescelta per combattere nei suoi panni o esplorare il vasto open-world.
Se per il combat risulta carino vedere tutte le diverse animazioni delle creature, alcune dotate anche di meccaniche particolari ed uniche per la loro linea evolutiva, è nell’esplorazione che questa meccanica risplende. Camminando tra i vari punti di interesse infatti ci ritroveremo ad usare le varie abilità di movimento dei nostri Aniimo. Spostarsi nella mappa significa alternare fluidamente l’abilità di volo di una creatura alata alla scalata di un mostro roccioso, scavare tunnel sotterranei e poi fiondarsi verso la destinazione trasformati in un lupo di fuoco che scatta a velocità folli, regalando finalmente quella genuina sensazione di sentirsi un vero “allenatore”.

Un combat soporifero
A fare da contraltare a questa buona intuizione interviene un combat system tra i più anticlimatici e piatti che si potessero realizzare. Pur comprendendo il bisogno di una mappatura dei comandi accessibile data la natura cross-platform con il mondo mobile, si poteva senza dubbio osare di più.
L’azione si riduce alla pressione ritmica di un singolo tasto d’attacco intervallato a due abilità speciali, e nemmeno l’aggiunta della barra di Break o delle debolezze elementali riesce a rendere gli scontri davvero entusiasmanti, al punto che avrei preferito di gran lunga un classico sistema a turni.
Anche la difficoltà è gestita in maniera goffa, incrementando unicamente i valori numerici e statistici dei nemici senza alcun reale miglioramento dell’intelligenza artificiale o dei moveset avversari; un espediente chiaramente pensato per tarare le future sfide contro chi, portafoglio alla mano, disporrà già in squadra di mostri capaci di polverizzare qualsiasi ostacolo.

Conclusioni
Tirando le somme, Aniimo è indubbiamente un prodotto ben realizzato: assolve al suo scopo, intrattiene a dovere e ti fa compagnia per un po’, per poi arrivare a un punto in cui subentra inevitabilmente la noia. O almeno, così è stato per me.
C’è anche da dire che io, personalmente, parto già prevenuto: provo un odio viscerale per i gacha come concetto e il mio sistema nervoso rifiuta categoricamente quel caos insensato fatto di quaranta menù sovrapposti, quindici valute diverse, negozi ovunque, abilità con descrizioni lunghe come l’Iliade e un diluvio di percentuali per calcolare il bonus d’attacco di ogni singolo pezzo d’equipaggiamento. Quando per capire una statistica mi serve un master in economia applicata e venti click tra le sotto-schermate, la pazienza mi saluta all’istante.
Chi cerca un passatempo senza troppe pretese o desidera semplicemente godersi l’ottima intuizione del Twining troverà comunque un’avventura gradevole con cui riempire le serate. Per quanto mi riguarda, però, quella scintilla autentica capace di farmi sentire di nuovo un bambino qui è scattata ma poi in un istante si è affievolita. Messo da parte anche questo esperimento, archivio la pratica e continuerò la mia ricerca altrove!

E voi cosa ne pensate di Aniimo? Lo avete provato? Fatecelo sapere qui su enterloading.com oppure sulla nostra pagina Instagram! Continuate a seguirci per sapere come proseguirà la mia ricerca!





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