DOOM e Quake in VR? John Carmack è pronto a investire 1 milione di dollari
Oramai la scure dei licenziamenti voluti dalla nuova CEO di Xbox Asha Sharma si è abbattuta anche su id Software. Lo storico studio texano, secondo le testimonianze di alcuni ex dipendenti, sarebbe stato ridimensionato fino a ricoprire un ruolo prevalentemente di supporto, alimentando inevitabilmente i dubbi sul futuro di serie iconiche come DOOM, Quake e Wolfenstein.
In questo contesto sorprende sentire tornare a parlare di realtà virtuale, un mercato che negli ultimi anni ha rallentato sensibilmente la propria crescita. Eppure è proprio da qui che arriva una proposta inaspettata. John Carmack, cofondatore di id Software ed ex CTO di Oculus, ha dichiarato di essere ancora disposto a investire 1 milione di dollari di tasca propria pur di trasformare in realtà un progetto che coltiva da tempo: portare ufficialmente in VR alcuni dei grandi classici dello studio.
Carmack ha rilanciato l’idea con un messaggio pubblicato su X, rivolgendosi direttamente alla divisione Xbox: se Microsoft fosse interessata, lui metterebbe sul tavolo una garanzia economica da un milione di dollari per permettere al team di modder Team Beef di commercializzare versioni VR ufficialmente autorizzate dei giochi storici di id Software.
Il riferimento è ai cosiddetti “legacy open source games”, ovvero titoli come DOOM (1993), Quake e Return to Castle Wolfenstein, i cui motori grafici sono ormai open source. Sebbene il codice sia liberamente disponibile, tutti gli asset di gioco, dalle mappe alle texture fino ai contenuti audio, restano di proprietà di Microsoft, rendendo impossibile una distribuzione commerciale senza il via libera dell’azienda.
Non è la prima volta che Carmack sostiene questa iniziativa. Già nei mesi scorsi aveva espresso il proprio appoggio proprio a Team Beef, gruppo diventato celebre per aver realizzato conversioni VR non ufficiali di numerosi classici, compresi diversi giochi id Software. Secondo il programmatore, tuttavia, convincere Microsoft si era rivelato impossibile a causa delle dimensioni troppo ridotte del progetto.
I recenti licenziamenti hanno però spinto Carmack a tornare alla carica. “Se la divisione Xbox sta cercando qualche spicciolo sotto i cuscini del divano, sono ancora disposto a garantire un milione di dollari”, ha scritto ironicamente, prima di commentare con amarezza anche la situazione di id Software. A suo dire, l’idea che Microsoft sarebbe stata una buona custode dello storico studio “non sta invecchiando bene”, pur riconoscendo che, dal punto di vista economico, id Software potrebbe non aver rappresentato un’attività sufficientemente redditizia per il colosso di Redmond.
Al momento non è chiaro se Microsoft prenderà in considerazione la proposta. Il mercato della realtà virtuale continua infatti a generare ricavi molto inferiori rispetto a quello dei videogiochi tradizionali, ma un’operazione di questo tipo potrebbe rappresentare un modo per valorizzare il patrimonio storico di id Software e riconquistare parte della fiducia dei fan dopo le recenti ristrutturazioni.





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