Bubsy 4D Provato: il ritorno folgorante dell’iconico platform anni ’90

Quando Atari annunciò ufficialmente Bubsy 4D, molti pensarono a uno scherzo. Dopotutto, la saga di Bubsy è da sempre associata a uno dei franchise più controversi della storia dei videogiochi. Eppure il nuovo capitolo sviluppato da Fabraz sembra essere riuscito nell’impresa più difficile: far parlare bene di Bubsy.

Il gioco esce oggi 22 maggio su PC via Steam, Nintendo Switch/Switch 2, Play Station 4 e 5 e XBOX One e Serie X/S.

DeveloperFabraz
PublisherAtari
GenerePlatform 3D
Data di pubblicazione22 maggio 2026
PiattaformaSteam, Switch 1 e 2, PS5, XBOX
Lingua italianaInterfaccia

Dal disastro di Bubsy 3D alla rinascita inattesa della serie. La lince rossa più famigerata dei videogiochi è tornata

La serie nasce nel 1993 con Bubsy in Claws Encounters of the Furred Kind, platform 2D pubblicato su Super Nintendo e Mega Drive.

All’epoca Bubsy cercava di inserirsi nel filone delle mascotte “attitude” degli anni ’90, sulla scia di Sonic e Crash Bandicoot. Il personaggio, una lince rossa sarcastica e logorroica, ebbe inizialmente un discreto successo commerciale, ma la saga precipitò rapidamente nel caos con Bubsy 3D, considerato ancora oggi uno dei peggiori platform tridimensionali mai realizzati. Animazioni legnose, telecamera ingestibile e level design confusionario trasformarono il gioco in un meme prima ancora che internet diventasse quello che conosciamo oggi.

Ed è proprio qui che Bubsy 4D cerca di ribaltare completamente la situazione.

Il nuovo gioco è un platform 3D fortemente ispirato ai collectathon classici, con un gameplay che punta tutto sul movimento veloce e creativo. Bubsy può correre, saltare, planare, arrampicarsi sui muri e trasformarsi in una sorta di “palla di pelo” per sfrecciare nei livelli a grande velocità, una meccanica che abbiamo trovato estremamente convincente.

Il gioco propone ambientazioni davvero spaziali: tra pianeti alieni esplorabili, boss fight contro i “BaaBots” (delle pecore robotiche ribelli) e numerose sfide a tempo con classifiche online sembrerebbe che il titolo possa puntare molto sulla rigiocabilità.

Abbiamo anche ritrovato noti personaggi come i piccoli Terri e Terry, e Virgil e Oblivia, che accompagnano il giocatore in una rocambolesca missione per sconfiggere i nemici di lunga data di Bubsy, gli Woolies, che sono ossessionati dalla lana e hanno deciso di rapire tutte le pecore del pianeta. Proprio le pecore, però, saranno i nostri maggiori ostacoli, perché potenziate dalla tecnologia Woolie alcune di loro si trasformano nei BaaBot, i boss che troveremo alla fine di ogni livello e cha hanno rubato il nostro amato Vello d’Oro, il cui recupero sarà il nostro obiettivo principale.

Una trama divertente e ricca, pecore geneticamente modificate e un universo intergalattico da esplorare. Un connubio nato da una saga controversa che, sorprendentemente, sembra funzionare.

La demo convince: gameplay veloce, ironia e platform vecchia scuola

Tra gli aspetti più positivi di questo gioco non possiamo non citare il feeling dei controlli e il ritmo davvero incalzante e divertente del gameplay. Le meccaniche di movimento, inoltre, sono fluide e soddisfacenti, così come le varie combo per saltare e poi planare in “modalità alata”, e anche la libertà di esplorazione offerta dal titolo, che non risulta un platform chiuso e pilotato, ma è letterlamente una piccola galassia fatta di lana d’oro, dove ogni pianeta rappresenta un livello. Ci si può immergere in un mondo fatto di gioiellini nascosti, acque limpide e colline soffici da poter esplorare a piacimento. Molta varietà è data anche dal comparto delle skin del negozio, che riservano anche delle perle che richiamano la saga storica (c’è persino una skin di Bubsy 3D). Il design ambientale è un fresco concerto di sfondi colorati e paesaggi curiosi, che rendono l’idea di un titolo vecchia scuola che ha trovato il modo di rifiorire.

Una delle novità più interessanti del gioco riguarda il sistema di movimento. Gli sviluppatori di Fabraz, già conosciuti per Demon Turf, hanno dichiarato di voler creare un platform accessibile ma anche tecnico per speedrunner e giocatori esperti, e questo si nota dall’aspetto tipicamente arcade delle sfide a tempo e i record personali per ogni livello. La demo disponibile su Steam, quella che abbiamo provato (su PC Windows 11), include il tutorial e i primi tre livelli, oltre alla possibilità di salvare i progressi e confrontare i tempi online.

Sotto l’aspetto tecnico non abbiamo rilevato alcun calo di frame e il gioco gira fluidissimo anche con i settaggi più alti.

Anche le impressioni online sono molto più positive del previsto. Su Steam la demo ha ottenuto recensioni “Molto Positive” dagli utenti, con oltre il 90% di feedback favorevoli.

Naturalmente non mancano gli angoli da smussare. Abbiamo riscontrato una certa difficoltà nell’apprendere le meccaniche avanzate, soprattutto il sistema di aggancio durante i salti e i movimenti ad alta velocità. Tuttavia, anche i giocatori più cauti ed esperti riconoscono che questo potrebbe essere il miglior Bubsy mai realizzato, una frase che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impossibile da scrivere.

Dal punto di vista artistico Bubsy 4D ci ha lasciati con un sorriso. Lo stile abbraccia volutamente un’estetica colorata e nostalgica, quasi da platform PlayStation 2, sulla scia di titoli come Crash Bandicoot, con livelli a tema artigianale, una soundtrack jazz/electro-swing curata da Fat Bard e tonnellate di battute autoironiche. Il gioco sembra pienamente consapevole della reputazione storica della serie e sfrutta proprio quell’eredità come punto di forza.

Per gli amanti del genere che magari, come chi scrive, hanno passato ore e ore incollati di fronte alla loro Play Station 2 alle prese con titoli del calibro di Crash Bandicoot The Wrath of Cortex o Spyro: Enter the Dragonfly, giocare nei panni della lince più impertinente dei videogiochi sarà un piacevole tuffo nel passato, ma con la freschezza di un titolo decisamente rinnovato.

Forse Bubsy 4D non rivoluzionerà il genere, ma potrebbe riuscire in qualcosa di molto positivo: trasformare una delle mascotte più derise del gaming in un platform davvero valido. E sinceramente, sarebbe già una vittoria enorme per il rilancio di Atari.

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