007 First Light Recensione: bentornato, 007
Dopo oltre 14 anni di assenza dalla scena videoludica, con 007 First Light IO Interactive riporta finalmente James Bond a impugnare la Walther PPK.
Con questo nuovo titolo, però, non assistiamo soltanto al ritorno di una delle icone più famose e apprezzate del mondo del cinema, ma anche a un nuovo inizio per l’agente segreto dell’MI6.
D’altronde, chi avrebbe potuto fare di meglio degli sviluppatori di Hitman per un titolo completamente dedicato a stealth, operazioni sotto copertura e spionaggio?
Non ci troviamo davanti a un sequel, ed è proprio per questo che chiunque può mettere le mani sul titolo senza problemi, dato che rappresenta una nuova partenza per il brand.
Il gioco si pone infatti come una vera e propria origin story dedicata a “Mr. Bond”.
| Developer | IO Interactive |
| Publisher | IO Interactive |
| Genere | Stealth, Sandbox |
| Data di pubblicazione | 27 maggio |
| Piattaforma | PS5,XBOX, PC, SW2(Q3) |
| Lingua italiana | Testi e sottotitoli |

MISSION 1: RIPORTARE IN VITA 007
La trama si apre in maniera spettacolare, catapultando fin da subito il giocatore nei panni di Bond, ancor prima che venga assoldato dall’MI6. Dopo aver affrontato la prima missione, si passa poi al vero cuore pulsante della vicenda.
Una sezione in particolare mi ha colpito: quella dell’addestramento, che per ritmo, giocabilità e regia rappresenta una delle migliori sequenze che abbiamo visto all’interno di un videogioco negli ultimi anni.
Narrativamente il gioco convince. I colpi di scena sono ben piazzati, le sottotrame che accompagnano la vicenda risultano ben costruite e tutto contribuisce a dare la sensazione di trovarsi davanti a un’ottima trasposizione videoludica di un film dedicato a 007.
Non mancano richiami all’universo cinematografico, e questo colpisce parecchio. I canoni che caratterizzano le avventure dell’agente segreto ci sono tutti, dalla classica femme fatale fino ai più disparati gadget, il tutto mescolato a una giusta dose di modernità che non guasta affatto.
Inoltre, la trama risulta particolarmente adatta al contesto attuale, mettendo al centro della vicenda tecnologia, intelligenza artificiale e altri elementi che preferiamo non spoilerare, lasciandovi il piacere della scoperta.

MISSION 2: PROTOCOLLO OPERATIVO 007
Se avete giocato Hitman, probabilmente vi sentirete subito a casa, ma non tutto viene ripreso dalla formula dei precedenti titoli di IO Interactive.
007 First Light si distingue infatti grazie a una componente meno legata allo stealth e più marcatamente action.
Come hanno detto in molti, è come se alcuni elementi della serie Uncharted avessero trovato una nuova casa in quella che ha tutte le carte in regola per diventare una nuova serie di riferimento per il genere.
Il gameplay viene scandito da varie missioni e intermezzi narrativi che accompagnano perfettamente l’incedere della trama. Le missioni principali sono dieci, accompagnate da sette intermezzi che aiutano a creare un importante world building e favoriscono la crescita del protagonista.
Ogni missione, proprio come accadeva nella serie Hitman, è scandita da diverse fasi. All’inizio di ognuna ci troveremo ad analizzare l’ambiente circostante per individuare il nostro obiettivo e completare una serie di incarichi, come infiltrarsi in un determinato luogo, recuperare informazioni o sottrarre oggetti fondamentali per il proseguimento della missione.
Successivamente ci troveremo ad affrontare sezioni che possono essere completate sia in stealth sia in una veste completamente action. È qui che emerge uno degli aspetti migliori del gioco: il combattimento corpo a corpo, ben studiato e supportato da un sistema di schivate, parate e colpi pensati per interagire direttamente con l’ambiente.
Ad esempio, combattendo in un bagno e scaraventando il nostro avversario contro una porta, vedremo quest’ultima spalancarsi di conseguenza. Allo stesso modo, scavalcando una scrivania e sferrando un colpo, le animazioni si fonderanno tra loro dando vita a scontri dinamici, divertenti da giocare e molto belli da vedere.
Alla fine di ogni missione si raggiunge il culmine con un’imponente fase action scandita dalla famosa Licenza di uccidere, nella quale potremo aprire il fuoco contro i nemici e far esplodere praticamente tutto ciò che ci capita a tiro.
La libertà di approccio offerta dal titolo è molto valida. Ogni sezione offre infatti al giocatore la possibilità di agire in modi differenti: si possono ascoltare dialoghi per ottenere informazioni da sfruttare a proprio vantaggio oppure creare diversivi per distrarre le guardie e infiltrarsi nel luogo prestabilito. Il tutto funziona estremamente bene e riesce a non far mai percepire come pesanti le fasi più ragionate.
L’unico appunto riguarda le sezioni di guida, che risultano fin troppo lineari e, in alcuni casi, poco leggibili, con una manovrabilità dei mezzi non sempre precisissima.

MISSION 3: I GADGET DI Q
Beh, come si dice, una spia non è una vera spia senza i suoi gadget, no?
Proprio per questo motivo, gli stessi sono stati studiati dal team per diventare uno degli elementi più riusciti dell’intera produzione.
Si integrano infatti molto bene con le dinamiche di gameplay, facendo sì che ogni strumento portato in missione apra possibilità differenti durante le fasi iniziali, senza perdere utilità nelle successive.
Ad esempio, utilizzando il Telefono Dardo, potremo avvelenare i nemici e costringerli ad allontanarsi dalla zona che stanno sorvegliando, passando così indisturbati. In alternativa sarà possibile borseggiare alcuni NPC in possesso di oggetti o informazioni fondamentali per la buona riuscita della missione.
Troviamo poi il classico orologio, con il quale hackerare diversi dispositivi. Si rivela utile sia durante i combattimenti sia nelle sezioni stealth, permettendo ad esempio di attivare apparecchiature che attireranno l’attenzione delle guardie e le porteranno ad allontanarsi dalla loro posizione.
Esiste anche un altro gadget particolarmente interessante: un laser in grado di aprire serrature altrimenti inaccessibili. Una soluzione che amplia ulteriormente le possibilità offerte dal gameplay e rende piacevole anche la rigiocabilità delle missioni, che possono cambiare sensibilmente in base all’equipaggiamento scelto.
Non mancano poi alcune chicche che preferiamo non spoilerare e che ci hanno sinceramente sorpreso, ma siamo certi che riusciranno a lasciare a bocca aperta anche molti giocatori.
In conclusione, i gadget rappresentano un ottimo espediente ideato dal team per mantenere intatta una delle caratteristiche più iconiche dell’agente segreto. Inoltre riescono sempre a portare una ventata d’aria fresca alle varie sezioni di gioco, evitando che alcune situazioni possano diventare eccessivamente ripetitive seguendo sempre lo stesso schema.

MISSION 4: ELEGANZA SOTTO COPERTURA
Dal punto di vista tecnico il gioco è davvero ben confezionato. Anche sul piano artistico, 007 First Light si dimostra immediatamente riconoscibile grazie a un’estetica curata e a un’ottimizzazione particolarmente riuscita.
Durante la nostra prova su PS5 base non abbiamo riscontrato alcun problema degno di nota, fatta eccezione per un paio di cali di frame rate in alcune situazioni particolarmente concitate e “al limite dell’esplosivo”, senza però mai raggiungere livelli preoccupanti. In modalità Performance il gioco riesce infatti a mantenere i 60 FPS in quasi tutte le circostanze.
Le espressioni facciali sono di ottimo livello, anche se si percepisce un leggero divario tra le animazioni del cast principale e quelle dei personaggi secondari. Nulla di particolarmente preoccupante comunque, dato che il risultato complessivo rimane più che convincente.
Una delle cose che più stupisce è la realizzazione degli interni. In alcune sezioni ci troveremo a esplorare ambientazioni chiuse come hotel di lusso, e proprio qui emerge la grande attenzione ai dettagli da parte del team. Ogni stanza appare diversa dalla precedente: troviamo bagni, lavanderie, uffici e camere arredati in maniera unica, contribuendo a rendere ogni ambiente credibile e ricco di personalità. Un aspetto che ci ha lasciato sensazioni decisamente positive.
L’illuminazione è di grande impatto e la luce riflette in maniera convincente sulle superfici, garantendo una sensazione di realismo davvero notevole. Allo stesso modo colpisce la cura riposta nei dettagli, come il movimento dei capelli, soprattutto quelli di Bond, che reagiscono dinamicamente seguendo ogni movimento del protagonista.
Nota di merito anche per la colonna sonora, che accompagna e scandisce perfettamente il ritmo dell’avventura prendendo ispirazione dai temi classici dedicati all’agente 007. Ottimo anche il doppiaggio in lingua inglese, che si mantiene costantemente su livelli molto elevati.
Peccato però per l’assenza di un doppiaggio in lingua italiana, che avrebbe sicuramente favorito la fruizione di alcune scene particolarmente importanti. Non si tratta di una mancanza tale da compromettere l’esperienza, ma è comunque un’assenza che vale la pena segnalare.

MISSION 5: IL FUTURO DI 007 COMINCIA DA QUI
007 First Light rappresenta un ottimo nuovo punto di partenza per la saga videoludica dedicata all’agente segreto più famoso del mondo, che attraverso questa storia delle origini si prepara a tornare sulla scena per mostrare ancora una volta tutto il proprio potenziale.
La scelta compiuta dal team si rivela vincente. I ragazzi di IO Interactive non si limitano a soddisfare le aspettative, ma riescono addirittura ad alzare l’asticella, dimostrando una maturità che ci auguriamo possa diventare il nuovo standard per le loro produzioni future.
Il gioco diverte, il gameplay rimane sempre fresco, il combat system è fluido e le fasi action risultano coinvolgenti dall’inizio alla fine. La grande varietà di approcci e di gadget garantisce inoltre un’ottima rigiocabilità, sia per chi desidera sperimentare strategie differenti sia per chi vuole recuperare tutti i collezionabili presenti.
Peccato solamente per le sezioni di guida, che rappresentano probabilmente l’aspetto meno convincente dell’intera esperienza.
Dal punto di vista tecnico, 007 First Light è una produzione solida e curata sotto praticamente ogni aspetto, forte di un eccellente sistema di illuminazione, modelli ben realizzati e animazioni convincenti.
Nonostante la mancanza del doppiaggio italiano si faccia sentire, la colonna sonora e il cast inglese riescono a immergere completamente il giocatore in un’avventura narrativa dal grandissimo potenziale.
Dopo quattordici anni di attesa, James Bond torna finalmente a premere il grilletto nel mondo dei videogiochi. E quando scorrono i titoli di coda, la sensazione è una sola: questa volta la missione è stata compiuta con successo.





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