PlayStation: Shuhei Yoshida rompe il silenzio sul suo addio a Sony
Shuhei Yoshida è tornato a parlare del passaggio che nel 2019 lo portò a lasciare la guida dei team first-party di PlayStation. In alcune dichiarazioni rilanciate nelle ultime ore, l’ex dirigente ha spiegato che Jim Ryan volle rimuoverlo da quel ruolo perché, a suo dire, non ascoltava le sue indicazioni e si rifiutava di portare avanti alcune richieste da lui giudicate “ridicole”.
Il punto da chiarire è che Yoshida non ha parlato di un allontanamento immediato da Sony in senso assoluto, ma della fine del suo incarico come responsabile dei PlayStation Studios. Dopo quel cambio interno, infatti, il manager rimase comunque in azienda occupandosi della divisione indie, un ruolo che in passato aveva già raccontato di aver accettato perché l’alternativa sarebbe stata lasciare la compagnia.
Al momento, però, Yoshida non ha spiegato nel dettaglio quali fossero queste “cose ridicole”, quindi non è possibile stabilire con precisione quali decisioni abbiano provocato la rottura con Ryan. Le sue parole aggiungono comunque un nuovo elemento per leggere una fase già segnata da profondi cambiamenti nella struttura di PlayStation, alla vigilia dell’era PS5.
L’uscita di scena di Yoshida aveva già rappresentato un momento simbolico per molti appassionati, che vedevano in lui un collegamento diretto con l’epoca d’oro di PlayStation. Ora, con queste rivelazioni, emerge un quadro più complesso di quella che sembrava una semplice pensione programmata.




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