SWORD ART ONLINE: DALLE ORIGINI A ECHOES OF AINCRAD

Con il recente annuncio di Echoes of Aincrad, il brand di Sword Art Online si prepara a tornare in scena e ad accogliere di nuovo gli appassionati nel suo mondo.
Bandai Namco ci crede davvero: con uno sviluppo iniziato nel lontano 2019, l’obiettivo è quello di far compiere al brand videoludico, conosciuto anche come SAO Gameverse, il proverbiale salto di qualità.
Facendo però un passo indietro, la storia del brand di cui stiamo per parlare inizia alcuni anni fa, più precisamente nel 2013, a un solo anno dal rilascio e dall’importante successo ottenuto dalla serie animata tratta dalle light novel pubblicate da Reki Kawahara, ponendo le basi per una serie videoludica che propone nuove opere inedite e nuovi modi di vivere la storia di Kirito e dei suoi amici.

Sword Art Online: Echoes of Aincrad

LE ORIGINI DEL SAO GAMEVERSE: INFINITY MOMENT

La storia videoludica di Kirito assume una forma concreta a partire dal 2013 su PSP, la console portatile di Sony, sulla quale Acquarius ha sviluppato e in seguito rilasciato Sword Art Online: Infinity Moment, primo esperimento videoludico per il brand che cala i giocatori nei panni dello Spadaccino Nero.
L’avventura del nostro protagonista si colloca in una fase alternativa rispetto a quella vista nei primi 14 episodi dell’anime: infatti, pone le sue basi alla fine dello scontro finale con Heathcliff, ambientato nel 75º piano, quando, a causa di un glitch, i giocatori che dovevano essere liberati dal gioco mortale si trovano nell’impossibilità di abbandonarlo con il logout forzato, ma hanno invece la possibilità di salire al piano successivo del castello, dove ha inizio l’avventura del gioco e dove si trova l’hub centrale delle vicende.
Dal punto di vista del gameplay, il gioco si pone come un vero e proprio MMORPG, al quale però manca effettivamente la componente online, dato che il titolo risulta essere completamente single player.
Il nostro protagonista, infatti, può scegliere di uscire in esplorazione con il suo party, controllato dall’IA, di combattere e utilizzare diverse skill e armi tra le 10 disponibili, come ad esempio asce e spade.
Una caratteristica che rende unico ogni gioco dell’universo di cui stiamo parlando è l’introduzione di un nuovo personaggio inedito per ogni capitolo della saga: per questo si decise di dare vita a Strea. Ma non solo: infatti, per non farsi mancare nulla, gli sviluppatori decisero di trascinare nell’universo della prima stagione anche personaggi provenienti dalle successive opere, come Leafa e Sinon, provenienti dagli universi di Alfheim e Gun Gale Online, per non far mancare a Kirito il suo ormai ben nutrito gruppo. Grazie a un semplice ma efficace sistema di interazioni in stile visual novel, si posero inoltre le basi per una meccanica fondamentale di tutti gli altri giochi della serie, dando al giocatore la possibilità di creare delle storie e avere interazioni semplici con le sue eroine preferite.

Con ben 200.000 copie vendute in 3 mesi, il gioco si portò in cima alle classifiche di vendita e dimostrò quanto il brand avesse un enorme potenziale di crescita. Proprio grazie a ciò si decise che, per le successive iterazioni, si sarebbero varcati i confini del Giappone.

SWORD ART ONLINE: HOLLOW FRAGMENT

Il prossimo gioco di cui parliamo è stato il primo della serie a uscire dai confini del Giappone, ponendosi a metà tra un nuovo gioco e un remake del titolo citato prima. Le meccaniche di gioco rimangono le medesime, ma l’introduzione di un nuovo personaggio di nome Philia e di una storia inedita che ne racconta le vicende diedero al gioco un sapore tutto nuovo.
Rilasciato nel 2014 su PS Vita e, nell’anno successivo, anche in una riedizione per PS4 con il nome Sword Art Online Re: Hollow Fragment, si pone al di fuori del Giappone come il “capostipite” della serie.
Ma ciò che ci porta tutt’oggi a parlare di questo titolo non sono né le sue meccaniche né la sua trama, bensì ciò che per Bandai Namco il gioco rappresenta: la volontà di dar vita a un universo parallelo ambientato in quest’universo, con la creazione di storie inedite che vadano al di là del semplice tie-in.
Il SAO Gameverse, da qui in poi, comincia a prendere una forma concreta. A prova di ciò, per far sì che molti dei personaggi ritornino nei giochi successivi, possiamo intravedere anche qualche piccola retcon nella trama, ad esempio nella storyline di Strea, che, dato l’affetto manifestato dai fan, riceve una piccola modifica alla conclusione della sua storia.

SWORD ART ONLINE: LOST SONG

In Lost Song assistiamo al primo vero cambio di rotta: il gioco, pur rimanendo un RPG con componenti da visual novel, introduce nuove meccaniche che calzano perfettamente con le ambientazioni e le novità del nuovo contesto.
Troviamo, ad esempio, la possibilità di volare, come visto nella seconda stagione della serie animata, e la possibilità di effettuare battaglie aeree.
Questa volta non ci troviamo più ad Aincrad, bensì nello sconfinato universo di Alfheim Online, più precisamente nel territorio di Svarth Alfheim, un luogo introdotto nel gioco con un aggiornamento che ci porta a esplorare le isole fluttuanti ispirate alla mitologia norrena.
Questo invoglia Kirito e gli altri protagonisti a completare tutte le quest del nuovo update prima degli altri giocatori.
La gilda Shamrock sembra però essere avanti in questo compito, ed è proprio in una di queste occasioni che incontriamo nuovi personaggi come Seven e Rain, o il comandante Sumeragi, che darà del filo da torcere a Kirito, essendo considerato il miglior giocatore di ALO.
Il gioco venne rilasciato su PlayStation 3, PlayStation Vita e successivamente su PlayStation 4, ottenendo ottimi numeri di vendita. Nonostante ciò, la presenza di alcune incertezze e di una trama senza un villain memorabile, unita a pochi colpi di scena, lo rendono uno dei titoli più deboli dell’intera serie.

SWORD ART ONLINE: HOLLOW REALIZATION

Dopo gli eventi di Lost Song, torniamo con i piedi per terra nell’esplorazione di Ainground, un territorio ispirato ad Aincrad, ma con basi poggiate sulla terraferma e non più fluttuanti come quelle del famoso gioco mortale.
Il gioco in cui si ambientano stavolta le vicende è Sword Art: Origin, e Kirito con il suo gruppo si sentono tranquilli nell’esplorare ambientazioni che, a primo impatto, suscitano ancora una leggera ansia a causa delle vicende precedenti. Tuttavia, lo Spadaccino Nero, all’inizio della storia, riceve un messaggio parecchio inquietante. Nel mondo di SAO, i protagonisti capiranno che le entità in pericolo sono solo gli NPC e non le persone.
Durante una delle quest incontriamo una misteriosa ragazza, leggermente più grande di Yui, figlia di Kirito e Asuna, alla quale i ragazzi daranno il nome di Premiere. Essendo un personaggio non giocante, la ragazza non ricorda né il suo nome né il suo compito, e proprio da qui prendono vita le vicende che ci porteranno a scoprire il suo passato e il vero scopo della nuova compagna del gruppo.
Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, si torna a uno stile più “terrestre”: in questo universo, a differenza di ALO, non si può volare, tornando a un gameplay simile a quello dei primi capitoli, ma rinnovato e migliorato.
Le interazioni in stile visual novel ora prevedono più possibilità e modi di relazionarsi, con qualche strizzata d’occhio ai fan più accaniti, e il gameplay introduce meccaniche che rendono più fluido il gioco, con un albero dei talenti che permette una personalizzazione molto più ampia dello stile di combattimento.
Il gioco è stato il primo della serie a ricevere DLC post-lancio che colmavano alcuni dubbi lasciati dalla conclusione della storia principale, creando però alcune incongruenze narrative nella timeline con l’arrivo del terzo e ultimo DLC, che introduce personaggi come Alice ed Eugeo, ancora assenti nelle trame videoludiche fino a quel momento.
Il gioco venne rilasciato su PlayStation 4 e PlayStation Vita nel 2016, per poi ricevere per la prima volta un porting dell’edizione completa su Nintendo Switch nel 2019.

ACCEL WORLD VS SWORD ART ONLINE: MILLENNIUM TWILIGHT

Le due opere di Kawahara convergono in un tie-in che, cronologicamente, ancora oggi non ha una collocazione precisa ed è motivo di dibattito tra i fan.
Il gioco riprende le meccaniche già implementate in Lost Song, le rivede e corregge, ma non senza qualche piccola stortura.
La storia si colloca a fatica tra la fine del titolo precedente e l’introduzione del suo primo DLC, come si capisce da alcuni dialoghi che fanno riferimento a vicende già sviscerate in Hollow Realization.
Ambientato in Alfheim Online, Millennium Twilight segna il vero punto d’incontro tra Accel World e Sword Art Online, dopo un primo incrocio appena accennato in Lost Song.
Al centro della vicenda c’è il misterioso fenomeno dell’Erosione, che causa una lenta e inspiegabile fusione tra il Regno delle Fate e il mondo di Brain Burst, un gioco virtuale ambientato in un futuro distante di 21 anni, abitato dai protagonisti di Accel World. La trama racconta come una giornata tranquilla per Asuna, Kirito e Yui si trasformi rapidamente in un incubo: mostri sconosciuti attaccano all’improvviso e un allarme ordina a tutti i giocatori di disconnettersi immediatamente.
Yui fugge verso un santuario e i due decidono di seguirla. Qui Kirito si scontra con Black Lotus, ingannata dalla strega Persona Vabel per sigillare Yui e dare inizio a un’apocalisse.
Scoperta la verità, Black Lotus cambia schieramento, ma il gruppo è costretto a ritirarsi. Con il sospetto che anche i loro amici abbiano ignorato l’ordine, i tre partono alla ricerca degli alleati, cercando di capire perché i loro mondi si siano intrecciati e come fermare Persona Vabel.
A causa della timeline complessa e delle meccaniche di gioco non perfettamente bilanciate, il titolo è stato accolto in maniera tiepida da fan e critica. L’esperimento di fusione tra i due mondi risulta interessante ma non privo di difetti; solo chi è veramente appassionato di questi universi ha trovato pane per i propri denti.

SWORD ART ONLINE: FATAL BULLET

Uno dei titoli più apprezzati dell’intero franchise, Fatal Bullet è il primo della serie a stravolgere tutte le meccaniche precedenti.
Il gameplay rimuove e converte gli elementi da visual novel in vere e proprie cinematiche in 3D, cambiando il modo di fruire la storia.
Il combat system diventa un TPS, e vestiamo i panni di un alter ego creato da noi, catapultato all’interno di GGO, dove farà la conoscenza di Kirito, degli altri personaggi e di un androide chiamato ArFA-sys Type-X, dotata di IA programmabile.
Il ruolo di personaggio inedito è affidato a Kureha, un’amica d’infanzia del protagonista, con la quale vivremo gran parte delle vicende.
Il titolo, oltre alla modalità storia, prevede anche la “Modalità Kirito”, in cui approfondiamo le vicende di Sinon e il suo legame con Death Gun, come nell’arco narrativo di Phantom Bullet.
La trama principale introduce un villain originale e il ritorno dei personaggi conosciuti, con la missione di svelare il mistero della nave introdotta con l’ultimo aggiornamento dei server del gioco. Il supporto post-lancio include tre DLC che raccontano storie ambientate prima del finale, anticipando la successiva iterazione del brand, ambientata nel mondo di Alicization.

SWORD ART ONLINE: ALICIZATION LYCORIS

Il primo gioco del brand ambientato nell’Underworld, uno dei mondi più caratteristici proposti fino a oggi, ci mette di nuovo nei panni di Kirito.
Suddiviso in 6 capitoli, il gioco racconta inizialmente le vicende di pari passo con l’opera originale, in cui Kirito viene catapultato in un nuovo mondo per aiutare l’azienda Rath a sperimentare la tecnologia “Soul Translator”, da qui il concetto fondamentale di “Anima” o “Fluctlight”, ossia una versione più potente e immersiva del full dive, la tecnologia usata fino a quel momento per entrare nei mondi virtuali.
Durante l’avventura, il protagonista instaura un rapporto di profonda amicizia con Eugeo, uno dei personaggi più amati dai fan. Una volta aiutato il suo amico ad adempiere al suo “Sacro Compito”, i due intraprendono un viaggio verso la città di Centoria affinché Kirito possa mettersi in contatto con il mondo esterno.
Durante il viaggio incontrano Medina Orthinanos, membro di un’importante famiglia esiliata dall’incantevole quanto cattiva Administrator.

Una volta sconfitta Quinella, il gioco prende una piega differente e pone Medina al centro dell’intreccio narrativo, sviscerando sottotrame estremamente profonde che mettono alla prova la sensibilità dei giocatori con un buon cuore.
Con un finale strappalacrime e due DLC che proseguono la trama principale, il titolo si classifica come il primo capitolo della serie ad avere un sequel diretto, di cui parleremo tra poco.
Dal punto di vista del gameplay, il gioco abbandona la componente TPS per tornare a un’impostazione classica da JRPG che, nonostante le consuete storture del brand, riesce comunque a divertire il giocatore in questo emozionante viaggio.

SWORD ART ONLINE: LAST RECOLLECTION

In questo sequel diretto della storia di Lycoris, ci troviamo nei panni di Kirito dopo la fine degli eventi precedenti. Nel mondo, la guerra sembra ormai inevitabile, e i Cavalieri Integratori si preparano a difendere il loro territorio dall’imminente attacco delle forze del Dark Territory.
All’inizio dell’avventura, il protagonista incontra un nuovo personaggio, Dorothy, accompagnata da una misteriosa bambina. Entrambe affermano di provenire dal Territorio Oscuro e dichiarano che non tutti vogliono la guerra.
Ha inizio così una storia inedita che ci porterà ad affrontare le creature di queste misteriose terre, conoscere nuovi personaggi e scoprirne le vere intenzioni, fino alla resa dei conti finale.
Il comparto tecnico, però, non è all’altezza degli standard attuali: gli ambienti esplorabili risultano poco caratterizzati, spogli e ridondanti.
Il gameplay offre alcune migliorie al combat system e alle meccaniche di gestione del party, rendendo il tutto più snello durante le fasi di gioco. Tuttavia, le battaglie risultano estremamente lunghe a causa di una gestione dei punti vita dei nemici poco bilanciata; anche quelli di piccola stazza sembrano coriacei, rischiando di annoiare il giocatore.
Anche in questo caso troviamo due DLC rilasciati nel tempo, che approfondiscono la trama e i personaggi principali, come Eugeo, Alice e Kureha.

SWORD ART ONLINE: FRACTURED DAYDREAM

Sword Art Online: Fractured Daydream rappresenta un esperimento narrativo particolare: una storia originale che non si limita a seguire la linea principale, ma la espande, la mescola e, in un certo senso, la mette in discussione.
Al centro di tutto troviamo una nuova tecnologia chiamata Galaxia, un sistema avanzato di simulazione capace di fare qualcosa di mai visto prima: integrare dati provenienti da mondi virtuali diversi, unendo realtà, ricordi e timeline in uno spazio condiviso. L’obiettivo iniziale è chiaro e ambizioso: creare una piattaforma definitiva in cui esperienze differenti possano coesistere senza limiti.
Ma non tutto va come previsto: a causa di un errore, i dati del sistema iniziano a mescolarsi, le timeline cambiano, personaggi che non dovrebbero conoscersi si trovano a combattere fianco a fianco e alcuni eventi vengono riscritti totalmente. I protagonisti cercano di capire se dietro questa situazione ci sia solo un bug o qualcosa di più complesso.
Il gioco, oltre alla sua componente narrativa, che funge anche da tutorial, ha il fulcro nella modalità online, dove squadre da 20 giocatori collaborano per completare missioni e affrontare grandi boss.
Dal punto di vista del gameplay, il gioco risulta il più ricco di sempre: le classi dei personaggi sono suddivise in Tank, Healer e DPS, e ogni personaggio ha tratti distintivi. Alcuni usano armi da fuoco e hanno un gameplay simile a un TPS, altri volano e curano gli alleati, altri sono in prima linea per difendere, e così via.
L’esperimento risulta ben riuscito e ben confezionato. Il comparto tecnico è gradevole, anche se gli ambienti di gioco sono a volte dispersivi e con muri invisibili che limitano la sensazione di libertà. Ogni personaggio ha poi un proprio equipaggiamento migliorabile con un sistema classico in stile RPG, offrendo una buona varietà.

L’ATTESA PER IL PROSSIMO CAPITOLO

Con Echoes of Aincrad, Bandai Namco sembra aver tenuto conto dei tanti anni di richieste dei fan, progettando un titolo che sembra rispondere a tutto ciò che era stato chiesto al brand. Si potrà vivere una storia originale in cui non vestiamo i panni di Kirito, ma quelli di un protagonista costruito da zero, con ampie possibilità di personalizzazione dello stile di gioco e una forte componente RPG, ampliata dalla modalità Death Mode, in cui, una volta sconfitti, perderemo i dati di salvataggio e dovremo ricominciare la partita.
Nonostante le ottime premesse, non è tutto oro quel che luccica: gli sviluppatori precisano che nel gioco completo saranno previsti solo i primi due piani del celebre castello di Aincrad. Esplorare tutti e 100 i piani richiederebbe almeno 10 anni di sviluppo.
Tuttavia, in futuro non si esclude la possibilità di aggiungere contenuti extra tramite DLC, dando vita a nuove avventure.
Insomma, le premesse ci sono tutte, e ora non ci resta che attendere con ansia il 10 luglio, nella speranza di trovarci davanti al prodotto che da tempo sogniamo di avere.

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