Il 2025 volge al termine e, per noi videogiocatori, sarà sicuramente ricordato per moltissimi motivi: è l’anno del tanto atteso Hollow Knight: Silksong, che ha finalmente visto la luce, di Clair Obscur: Expedition 33, capace di conquistare innumerevoli statuette ai The Game Awards (quelli veri), di Hades II, che ha alzato ulteriormente l’asticella dei roguelite, e dell’epico ritorno di Samus Aran con Metroid Prime 4: Beyond. Dai grandi blockbuster AAA come Ghost of Yōtei, Death Stranding 2: On the Beach, DOOM: The Dark Ages , Donkey Kong Bananza e ARC Raiders alle perle indie come Blue Prince e Dispatch, insomma, quest’anno non si può certo dire che siano mancati i titoli di pregio, regalandoci esperienze davvero indimenticabili.
Per noi di Enter Loading, però, c’è anche un motivo in più per ricordare quest’anno, visto che ha segnato l’apertura del nostro piccolo e accogliente spazio dedicato ai videogiochi. Tantissimi i post e gli articoli con cui abbiamo cercato di raccontare, nel nostro piccolo, il nostro punto di vista su questo mondo che tanto amiamo.
L’auspicio per il 2026 che si appresta ad arrivare è quello di coinvolgere sempre più persone in questo progetto e riuscire a offrire contenuti di qualità che possano raccontare al meglio la nostra passione.
Piuttosto che stilare un GOTY tradizionale, noi cinque redattori di Enter Loading abbiamo deciso di presentarvi i nostri giochi preferiti del 2025: quei titoli che ci hanno dato la stessa scarica di adrenalina di quando si batte un boss al primo tentativo.
- Alessio – Cronos: The New Dawn
- Anna – PIGEON SIMULATOR
- Francesco – Of Lies and Rain
- Yuri – Sword of the Sea
- Giuseppe – Clair Obscur: Expedition 33
Alessio – Cronos: The New Dawn
Cronos: The New Dawn attinge a temi esistenzialisti e mitologici: il labirinto da attraversare non è solo un luogo fisico, ma un simbolo dell’anima che cerca se stessa. Il titolo stesso richiama Crono, il dio del tempo, e il gioco diventa una meditazione sul tempo che consuma, trasforma, insegna. L’eroe non è colui che conquista, ma colui che accetta la finitudine e continua a scegliere — anche quando sa di non poter vincere per sempre.
In un’industria spesso dominata da superficialità e gratificazione immediata, Cronos: The New Dawn si distingue come un’opera matura, capace di unire estetica, gameplay e riflessione in modo coeso. Per questo, più che un gioco, è un’esperienza filosofica interattiva — e merita pienamente il titolo di GOTY non solo per la sua qualità tecnica e narrativa, ma soprattutto per l’intensità con cui riesce a intrecciare tematiche psicologiche e filosofiche, trasformando l’esperienza ludica in un vero e proprio percorso introspettivo.
Dal punto di vista psicologico, il gioco esplora in profondità il concetto di identità e cambiamento. Il meccanismo di invecchiamento del protagonista — che diventa più saggio ma fisicamente più debole ogni volta che muore — è una potente metafora del ciclo della vita, che impone al giocatore una riflessione continua sulle conseguenze delle proprie scelte. Questo sistema mette in discussione la tipica logica trial and error dei videogiochi, sostituendola con una più matura presa di responsabilità. Ogni fallimento non è solo un errore, ma una tappa formativa, proprio come accade nell’esistenza reale.
Anna – PIGEON SIMULATOR
Pigeon Simulator è il gioco di cui non sapevate di aver bisogno. Punto.
La meccanica centrale è geniale nella sua semplicità: volare per la città, stanare anomalie paranormali, catturarle e consegnarle all’apparecchiatura di estrazione per risolverle. La parte davvero divertente? Mentre fate tutto questo, potete cacare in testa alla gente e guardare il caos che ne deriva. Minimo sforzo, massima resa.
È quel tipo di gioco che ti sorprende perché non prova a essere serio, non prova a essere profondo — è semplicemente autentico nella sua stupidità.
E poi c’è su Game Pass. Perché sì, diciamocelo pure: se non fosse gratis lì dentro non so quante copie avrebbe potuto vendere. Ma è esattamente per questo che si aggiudica il premio: è stato fatto per divertire ed essere demenziale, non per lucrare. E ha raggiunto lo scopo.
Voto: 10/10. Tutto quello che promette, niente di più, niente di meno.
Francesco – Of Lies and Rain
Of Lies and Rain mi ha catturato fin dai primi minuti per un motivo semplicissimo: è la dimostrazione che un team italiano di sole 5 persone (Castello Inc) può competere con le produzioni AAA nel panorama VR. E ci riesce alla grande.
Quello che mi ha conquistato è il sistema dei due mondi: da una parte la realtà devastata del 2048, con metro in rovina e nemici meccanici da affrontare; dall’altra il Data World, una dimensione digitale neon dove la gravità diventa un giocattolo e le armi si trasformano. Questo doppio binario mantiene l’esperienza sempre fresca e varia lungo le 6-12 ore di campagna.
Tecnicamente, l’audio spaziale 3D è semplicemente eccezionale: ti permette di localizzare i nemici istintivamente, rendendo il combattimento tattico e immersivo. Le meccaniche di arrampicata sono fisiche e soddisfacenti, mentre il sistema di upgrade delle GPU aggiunge profondità al gameplay. La narrativa, che esplora temi di identità e apocalisse AI, si sviluppa attraverso l’ambiente in modo mai invadente ma sempre coinvolgente.
Certo, non è perfetto: su PC VR ci sono problemi di performance anche con hardware potente, il sistema di checkpoint può essere punitivo (niente salvataggio manuale), e la meccanica della pioggia tossica, che ti costringe a usare costantemente l’inalatore, risulta più fastidiosa che stimolante. Ma questi difetti passano in secondo piano di fronte all’ambizione e alla qualità complessiva.
Of Lies and Rain dimostra che l’industria italiana può dire la sua anche nella realtà virtuale. Un’avventura VR ambiziosa che merita attenzione.
Yuri – Sword of the Sea
Sword of the Sea è un viaggio tecnicamente e artisticamente sublime, dove movimento, suono e materia si fondono in un’esperienza profondamente immersiva. Su PS5 trova la sua forma migliore: il DualSense restituisce un feedback aptico eccezionale su ogni superficie attraversata, mentre l’audio che emerge direttamente dall’altoparlante del controller amplifica la sensazione di essere dentro il mondo di gioco. Il gameplay essenziale lascia spazio al sentire, allo scivolare nell’ambiente, risvegliando un legame intimo con la natura fatto di rispetto, cura e appartenenza. È breve se vissuto con fretta, richiama Journey e The Pathless, e alcune sfide a tempo potevano osare di più, ma resta un’esperienza capace di conquistare in silenzio, invitandoti ad ascoltare, osservare e proteggere ciò che ti circonda.
Giuseppe – Clair Obscur: Expedition 33
Il mio game of the year è Clair Obscur: Expedition 33. Il motivo è semplice: è riuscito a ridare vita a una formula di JRPG di cui mi sentivo orfano da troppo tempo, addirittura eliminando alcune leggerezze sulla caratterizzazione dei personaggi che spesso si trovano nei JRPG giapponesi. Il tutto poi è condito da un ottimo world building e una trama non banale. For those who come after ✌️





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