Killing Floor 3: quando il tempo passa ma il gore resta

Se penso alla saga di Killing Floor mi viene in mente il periodo della mia adolescenza, quello che mi battezzò come PC gamer, con il primo capitolo del 2009 nato come mod di Unreal Tournament 2004. Nel 2016 arrivò il seguito e anche lì la formula era stata perfezionata, ma il divertimento c’era ancora tutto. Quello che era cambiato forse ero io, con qualche anno in più e meno tempo da dedicare a notti insonni a squartare mostri. È con un velo di tristezza e malinconia che mi sono ritrovato a giocare per una serata one shot al terzo capitolo della saga, Killing Floor 3, che mi ha messo di fronte al tempo che passa e al fatto che, in fondo, per divertirsi bastano un po’ di amici e infinite ondate di mostri da affettare.

Killing Floor 3: una solida base e qualche gradita novità

Il cuore del gioco resta fedele alla formula: fino a sei giocatori possono buttarsi nella mischia contro orde di Zed che diventano sempre più numerose, fino allo scontro finale con il boss, mentre tra un’ondata e l’altra si va dal commerciante per fare scorta di munizioni e armature. Le prime novità che ho notato sono legate al multi-tool, con cui si possono attivare dispositivi utili nello scenario come torrette automatiche, zipline per spostarsi rapidamente o casse di armatura, oltre a distruggere oggetti segnalati per ottenere soldi bonus e materiali di crafting. Ci sono poi le sei classi, gli Specialist: Commando, Firebug, Engineer, Sharpshooter, Ninja e Medic, ognuna con uno stile e un arsenale proprio. A differenza dei vecchi capitoli, dove i perk erano separati dai personaggi, ora ogni specialista è legato a un volto e a una voce: per esempio il Commando è Mr. Foster, la Sharpshooter è Luna, cecchina australiana. Il gioco non forza però rigidamente l’equipaggiamento, perché pur avendo armi consigliate in base alla classe è comunque possibile usare qualsiasi arma, mentre l’abilità speciale resta esclusiva e caratterizzante, una sorta di ultimate. Bene anche l’albero delle abilità: ogni personaggio può salire fino al livello 30 sbloccando perk passivi da selezionare.

Killing Floor 3: occhi e orecchie sotto assedio

Killing Floor 3 spinge al massimo sull’impatto visivo e sul comparto audio: il sistema di gore M.E.A.T. porta lo splatter a nuove vette, con colpi che smembrano i nemici in tempo reale, ferite permanenti sui modelli, brandelli di cervello e ossa che schizzano via, arti sul pavimento e torsoli che strisciano pur privi della metà del corpo. Gli effetti sono amplificati dal feedback del gunplay: ogni proiettile si sente, i nemici barcollano e reagiscono, le armi restituiscono potenza e sparare con uno shotgun o un fucile pesante significa far esplodere teste e arti in una nebbia di sangue. L’audio accompagna alla perfezione: spari corposi, urla strazianti degli Zed e una colonna sonora fatta di metal e industrial che esplode nei momenti clou. Unico appunto l’assenza di doppiaggio e sottotitoli in italiano, una mancanza che pesa ma non compromette troppo l’esperienza…alla fine, parliamoci chiaro…non siamo certo qui per seguire la trama!

Nel complesso la mia prova è stata positiva: il genere degli FPS cooperativi è tornato di moda con titoli come Back 4 Blood, Vermintide o GTFO, ma Killing Floor 3 sa ancora dire la sua grazie al gunplay solidissimo, al gore spettacolare e alla formula co-op facile da apprendere ma difficile da padroneggiare. Con gli amici dà il meglio, anche se in solitaria resta godibile. Ho provato il titolo in condizioni precarie e non mi addentro troppo nel dettaglio tecnico, ma su Steam ho visto diverse recensioni negative legate all’ottimizzazione: il consiglio è quindi di verificare la resa sulla propria configurazione e, se serve, attendere aggiornamenti. Personalmente mi sento di promuovere l’esperienza: la base è solida, merita di essere supportata e con qualche patch può diventare ancora migliore. Ora scusatemi: torno ad affilare le mie katane. Buona caccia agli Zed!

Nota per il lettore, ho ricevuto una copia omaggio di questo prodotto da https://www.game.press

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