Il genere della simulazione strategica esercita da sempre un grande fascino. Che si tratti di condurre armate alla conquista del mondo, oppure di trasformare un piccolo insediamento sperduto nella capitale di un vibrante impero, le possibilità sono davvero infinite. In anni più recenti, l’ascesa dei cozy games ha spianato la strada anche ad un approccio solo in apparenza meno “competitivo”, come il gioco di oggi.
Prodotto dallo studio indie Birdworks, Isles & Tiles è un colony sim con meccaniche deck-building: una combinazione molto interessante in teoria, ma come reggerà alla prova dei fatti?
Scopriamolo insieme con questa recensione!

| Developer: | Birdworks |
| Publisher | Birdworks |
| Genere: | Simulazione, Strategia |
| Data di Pubblicazione: | 25 agosto 2025 |
| Piattaforma: | Steam |
| Lingua Italiana: | Non disponibile |
UNA CASELLA TIRA L’ALTRA
Sulla scia di titoli come Dorfromantik o TerraScape, anche Isles & Tiles basa il suo gameplay su meccaniche di terraforming ben note agli appassionati del genere. Tramite un sistema di tessere esagonali, potrete creare dal nulla lussureggianti foreste, campi coltivati e ampie praterie dove erigere il vostro villaggio. Sebbene il gioco cerchi di costruire una minima intelaiatura narrativa, ponendovi nel ruolo di un non meglio definito ‘governatore’ della vostra isola, questa è poco più di un pretesto per dare il via alle danze. In assenza di una storia principale, o di qualsiasi interazione con altri personaggi, saremo solo noi e il nostro grimorio ad affrontare l’inesorabile avanzare delle stagioni.

Tuttavia, se quello che cercavate è un titolo più propriamente ‘sandbox’, temo che resterete delusi: Isles & Tiles vi proporrà infatti sei diversi scenari, con difficoltà sempre maggiore. Una volta completato il livello, verrete riportati direttamente al menu principale, senza possibilità di salvare o espandere la vostra isola, che in ogni caso verrà generata casualmente all’inizio di ogni partita. Non proprio un difetto di per sé, ma certamente qualcosa di cui tener conto, data l’intenzione di Birdworks di dedicarsi a titoli dagli orizzonti più contenuti.
‘MANA’ DAL CIELO (O QUASI)
Ma esattamente, che cosa ci aspetta all’inizio di ogni partita? Una volta selezionato uno scenario, verremo introdotti sommariamente alla vera colonna portante del gioco, ovvero le carte. All’inizio di ogni turno, potremo sceglierne qualcuna da aggiungere alla nostra mano, sbloccandone altre con i Punti Vittoria che otterremo in caso di successo. Possiamo anche modificare il mazzo a nostro piacimento, il che diventerà fondamentale proseguendo nel gioco.
Infatti, sebbene non ci sia un numero di turni prestabilito per completare gli scenari, questo non significa che possiamo adagiarci sugli allori. Per poter mettere in campo una carta dovremo spendere risorse, come legname, pietre e soprattutto Mana. Ogni partita comincia con circa 100 Mana, andando a esaurirsi a ritmo crescente con il passare degli anni di gioco, agendo di fatto come una clessidra. Ai livelli più alti, saper imbastire una strategia per accumulare Mana deve diventare la priorità, per evitare di concludere la partita con un risonante fallimento.

C’è anche da dire che, al contrario di altri titoli di simulazione, Isles & Tiles non offre granché in termini di sviluppo del gameplay- La popolazione non ha richieste o bisogni da soddisfare e, tranne qualche evento casuale, la partita non presenta sostanziali variazioni. Il risultato è un ritmo certamente serrato, ma che alla lunga tende a non offrire molto altro se non la soddisfazione di aver superato un livello particolarmente ostico… nella speranza di sbloccare le carte giuste a fine partita!
GIRA, GIRA LA CARTA
Vorrei infine spendere due parole più approfondite sul mazzo vero e proprio. Le carte sono divise in quattro tipi principali: terre, come praterie e foreste; edifici, spaziando da case e taverne a chiese e mercati; risorse, che andranno ad aggiungersi alla vostra scorta; e infine, carte bonus che vi permetteranno di aggirare alcuni limiti imposti dal terraforming o vi garantiranno un aiuto prezioso per completare i vostri obiettivi. Ciascuna avrà, come già detto prima, un costo in risorse, come Mana, Cibo o Legname, e potrà essere situata solo su determinati terreni.
C’è però un ma. I Punti Vittoria ottenuti vi permetteranno di sbloccare nuove carte, questo sì, ma al momento della scelta dovrete affidarvi quasi esclusivamente al caso. La possibilità di ‘disattivare’ le carte che non vi servono e la garanzia di ottenere Punti Vittoria anche completando più e più volte gli stessi scenari attutisce buona parte della frustrazione a riguardo, ma solleva anche dubbi su quante carte siano effettivamente utili o necessarie, soprattutto in assenza di una modalità ‘sandbox’ vera e propria. Tuttavia, mano a mano che andrete avanti negli scenari, potreste vedere la grande varietà di strumenti a disposizione tramutarsi nella vostra arma segreta!

CONCLUSIONI
Un’ottima prova d’insieme per Birdworks, Isles & Tiles è un titolo che fa della componente strategica il suo punto di forza. Le partite, soprattutto ai livelli più alti, richiederanno massima concentrazione e scelte oculate in ogni momento, per evitare di restare a corto di Mana proprio sul più bello. Tuttavia, la generale sensazione di impermanenza dell’isola, unita all’assenza pressoché totale di variazioni nel gameplay, lo rendono più simile a un gioco da tavolo vecchio stampo, che a un gestionale puro. Se questo tipo di strategia è il vostro pane quotidiano, o se state cercando un titolo senza troppi fronzoli da cui cominciare, Isles & Tiles saprà certamente offrirvi una sfida appassionante, impreziosita da una presentazione grafica e sonora di tutto rispetto.





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