Razer Basilisk V3 Pro 35K: potenza estrema, ma a che prezzo?
Il Razer Basilisk V3 Pro 35K si presenta come un’evoluzione raffinata del già ottimo V3 Pro. A prima vista potrebbe sembrare un semplice aggiornamento, ma promette alcune migliorie importanti: una batteria più duratura, una rotellina migliorata e un nuovo sensore ottico da 35.000 DPI. Insomma, un vero gioiellino… almeno sulla carta. Ma nella pratica?
Packaging e design
La confezione del Razer Basilisk V3 Pro 35K è molto ben curata, in cartone rigido, con il mouse ben in evidenza. All’interno della scatola, oltre al mouse, troviamo un HyperPolling Wireless Dongle, il cavo SpeedFlex, il manuale di istruzioni e dei favolosi sticker. ✨




Il design riprende quello della serie Basilisk, con un’illuminazione RGB molto curata: comprende 13 zone personalizzabili con Razer Chroma, tra cui la base del mouse, il logo e la rotellina. Un dettaglio estetico che, soprattutto per chi ama le postazioni luminose, è davvero un punto a favore.
Funzionalità chiave
La HyperScroll Tilt Wheel è una rotella a quattro direzioni con la funzione Smart-Reel, che le permette di passare automaticamente dalla modalità a scatti a quella libera. Utile in produttività, e sorprendentemente comoda anche nel gaming e nella navigazione.
Sulla parte sinistra, oltre ai due classici tasti laterali, c’è il pulsante “cecchino” per abbassare temporaneamente i DPI e un piccolo grilletto multifunzionale programmabile, comodissimo da raggiungere col pollice.




Sensore ottico 35K Razer Focus Pro di 2a generazione
Ma parliamo un attimo del pezzo forte: il cuore pulsante del mouse è il nuovissimo sensore Razer Focus Pro 35K, sviluppato in collaborazione con Pixart, pensato per offrire tracciamento preciso e affidabile anche nelle situazioni più intense.
Tra le sue caratteristiche più interessanti troviamo:
- Cut-off asimmetrico, che consente di regolare separatamente l’altezza di sollevamento e di abbassamento del mouse;
- Smart Tracking, utile per mantenere una distanza di lift-off costante su qualsiasi superficie, anche sul vetro (purché abbia almeno 2 mm di spessore);
- Tecnologia Motion Sync, il sensore riesce a sincronizzarsi perfettamente con la frequenza di polling del PC, offrendo un tracciamento sempre fluido e reattivo;
- Sensibilità dinamica, che adatta i DPI alla velocità del movimento, e strumento di rotazione del sensore, utile per chi gioca con impugnature o angolazioni particolari.
- Ottimizzazione per una maggiore efficienza energetica, che lo rende adatto anche all’uso wireless.
In effetti, questo sensore offre numeri impressionanti: velocità di 750 IPS, accelerazione di 70G e polling rate fino a 8.000 Hz (ma solo con accessori come l’HyperPolling Wireless Dongle o il Razer Mouse Dock Pro) che permette di sfruttare il massimo della ricarica wireless e della latenza ultra-bassa per un’esperienza di gioco continua e performante. L’HyperPolling Wireless Dongle lo trovate in confezione mentre il Razer Mouse Dock Pro viene venduto separatamente, alla modica cifra di €99.99🥲
Materiali, prestazioni e autonomia
Il mouse si presenta completamente in plastica ma con texture diverse: il dorso è ruvido, i lati gommati per una presa sicura (ottimo se, come me, avete le mani piccole 😒) e dettagli lucidi che danno un tocco premium. Sotto il mouse troviamo l’interruttore per scegliere la tipologia di connessione (Wi-Fi, Bluetooth o cablata), il pulsante per cambiare profilo e, chiaramente, il sensore.
Per quanto riguarda invece l’ergonomia e le prestazioni nei miei test su League of Legends, il Basilisk si è comportato benone:
- Nessun input lag percepito in modalità wireless;
- I vari tasti, personalizzabili anche tramite le macro sono ottimi per attivare le abilità o piazzare items in giro per la mappa;
- Grazie alle parti gommate e il peso, il mouse risulta davvero comodo anche in lunghe sessioni di gioco.
Ho utilizzato questo Razer Basilisk V3 Pro 35K sia per lavoro, sia per il gaming (con connessione 2.4GHz) e devo dire che a livello di autonomia mi ha un po’ deluso:
- In gaming con RGB attivi e DPI a 6400, la batteria è scesa circa del 6/8% in circa 1h30, il che porta a circa 12-13 ore di gioco effettive.
- Mentre in produttività con RGB attivi e DPI a 3200, la batteria scende molto lentamente perciò la durata è molto più lunga (anche 5-6 giorni, circa 80/90 ore).
Raggiunto il 5% di carica Razer Synapse vi avvisa con una notifica, la rotellina del mouse lampeggia di rosso e i LED si spengono automaticamente: ciò garantisce altre 2 orette di utilizzo lavorativo e un’altra mezz’oretta in gaming (mica male, per un 5%). Diciamo che nel complesso l’autonomia è buona, ma le 140 ore in wireless dove sono? Forse con gli RGB spenti, FORSE. Autonomia che comunque resta sopra la media per mouse simili, ma pur sempre lontana dalle 140 ore promesse da Razer.
Software
Sul lato software non possiamo davvero lamentarci, infatti al primo collegamento del mouse automaticamente si avvierà il processo di installazione di “Synapse 4“, con cui possiamo personalizzare ogni dettaglio: mappatura tasti, profili DPI, HyperShift, assegnazioni RGB, rotellina, polling rate, funzioni macro.






Il prezzo della versatilità
E qui arriviamo al punto dolente. Il Basilisk V3 Pro 35K è davvero un mouse eccezionale e versatile, ma anche un po’ sovrapprezzato (€179.99), specialmente se non si ha un reale bisogno del sensore da 35K DPI. In ambito competitivo può avere senso, ma per l’uso quotidiano (o anche gaming casual) è difficile giustificare il prezzo o più che altro il suo valore effettivo.
Le alternative nel catalogo Razer, purtroppo, però, non aiutano:
- Razer Basilisk V3 Pro (30K DPI): wireless e con RGB ma costa comunque €179,99 da listino;
- Razer Basilisk V3 X HyperSpeed: €79,99, wireless e con ottima autonomia ma senza RGB personalizzabili;
- Razer Basilisk X HyperSpeed: 90€, ma senza RGB e “solo” 16K DPI;
- Razer Basilisk V3 classico: è cablato, quindi la prima vera rinuncia;
- Razer V3 Ultimate: 150€, 20K DPI e meno LED;
- Razer V3 35K cablato: ha tutte le caratteristiche del nostro Basilisk V3 Pro 35K e costa intorno ai 90€ ma di nuovo… niente wireless.

Conclusioni
Insomma, se cercate un mouse con dimensioni e forma simili (magari perché avete mani piccole, come le mie), che sia wireless, con RGB personalizzabili, una buona ergonomia e magari anche un poggiapollice, il tutto senza spendere una cifra esagerata, purtroppo le alternative scarseggiano. Trovare un vero compromesso non è affatto semplice.
Quindi, ve lo consiglierei?
Assolutamente sì, ma solo se per voi i 35K DPI sono essenziali e il prezzo non è un problema. Perché sì, il fattore economico è importante: non tutti possono permetterselo, ma soprattutto non tutti ne hanno realmente bisogno.
Il punto è proprio questo: si tratta di un mouse pensato per chi cerca prestazioni specifiche, non per l’utente medio. È un prodotto premium, e come tale va trattato. In quest’ottica, il prezzo può essere giustificato anche se il vero limite resta l’autonomia, che nel mio caso, ahimè, non si è nemmeno avvicinata alle promesse di Razer.





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