Senua’s Saga: Hellblade II | Recensione
Un viaggio nella psicosi di Senua

Dopo sette anni dall’uscita di Hellblade: Senua’s Sacrifice, Ninja Theory torna sul mercato videoludico con un nuovo capitolo della storia di Senua e le sue Furie, Senua’s Saga: Hellblade II. Nel primo capitolo della serie, Ninja Theory ci aveva introdotto la nostra Senua, che, dopo aver visto il proprio villaggio distrutto dai Vichinghi e sacrificare agli dei norreni il suo amato, decide di intraprendere un viaggio verso Helheim, il regno dei morti, per cercare di salvare l’anima proprio del suo Dillion. La mente di Senua è tormenta da voci (le Furie), allucinazioni visive e deliri che nel gioco vediamo come entità sovrannaturali e distorsione della realtà. Questo viaggio è quindi sia un’avventura fisica che un viaggio interiore nel suo trauma e nella sua malattia.
- Un viaggio nella psicosi di Senua
- Impatto scenico e sonoro superlativo
- Il gameplay
- Ma parliamo un po’ di grafica
- Differenze tra console e PC
- Conclusioni
Senua’s Saga: Hellblade II, secondo capitolo della saga, vede Senua che, fattasi catturare dai mercanti di schiavi norreni, intraprende un viaggio per sconfiggerli e porre fine alla tratta di schiavi. Tuttavia, l’imbarcazione naufraga e Senua si ritrova sulle coste di un’Islanda devastata da morte e distruzione. Nei panni della nostra protagonista combatteremo prima contro Thórgestr, padrone degli schiavi, e poi contro i draugar, barbarici cannibali guidati dai giganti che devastano l’isola. Attraverso visioni oniriche e accompagnati della nostre Furie, ci addentreremo nei segreti degli Hiddenfolk, esseri divini ci aiuteranno a comprendere il tragico passato dei giganti. Il nostro obiettivo sarà quello di liberare l’isola dai giganti e fermare il traffico di schiavi organizzato dal padre di Thórgestr.
| Developer | Ninja Theory |
| Publisher | Xbox Game Studios |
| Genere | Avventura dinamica, Azione |
| Data di pubblicazione | 21/05/2024 |
| Piattaforma | PC, Xbox Series X/S |
| PEGI | 18+ |

Impatto scenico e sonoro superlativo
L’impatto scenico e la trama che costituiscono Senua’s Saga: Hellblade II sono solo la punta dell’iceberg di un progetto che alla base ha un comparto sonoro spettacolare, soprattutto se giocato con cuffie (e fidatevi, giocatelo con cuffie!). La straordinaria performance di Melina Juergens ci dona il personaggio videoludico più espressivo e credibile mai visto, e ci aiuta a comprendere le emozioni della nostra protagonista. Senza nulla togliere alla performance di Juergens, il punto di forza di questo videogioco è senz’altro il comparto audio: un continuo sovrapporsi di suoni e voci, a volte rassicuranti ma più spesso agghiaccianti e avverse, che ci immerge in toto all’interno della mente di Senua, e permettendoci così di immedesimarci nella protagonista in modo impressionante, tanto da farci comprendere i suoi dubbi, le sue paure, le sue incertezze e le sue angosce, creando una connessione emotiva molto intensa con il suo tormentato viaggio interiore. A tutto ciò si aggiungono in sottofondo voci, pianti e lamenti, elementi che arricchiscono e completano a 360° l’immersione nella psicosi della protagonista.

Il gameplay
Il gameplay, giudicato da molti come scarno, è composto dalla risoluzione di enigmi ambientali piuttosto intuitivi e da combattimenti 1v1 semplici, brutali ma complessivamente suggestivi. Il gioco ci narra la vicenda e dà a noi il compito di effettuare azioni, già scritte, e combattere avversari non incontrabili per caso ma presenti sempre nello script. Il combat system è abbastanza soddisfacente e suggestivo ma abbastanza formale, poiché anche questo scriptato.
Tendenzialmente, infatti, si avanza semplicemente camminando o correndo e “passando da un livello all’altro”. Alcune volte ci è permesso di fare una deviazione per esplorare qualcosa nei dintorni, il che ci porta a sbloccare qualche piccolo extra che tendenzialmente arricchisce la lore di gioco.
Per quanto riguarda gli enigmi, nota dolente, purtroppo risultano essere davvero troppo intuivi, poco coinvolgenti e spesso ridondanti.
Però a mio avviso, un gameplay di questa tipologia non è da considerare come un difetto, è semplicemente funzionale alla narrazione e all’esperienza emotiva che Ninja Theory ha deciso di offrire ai suoi giocatori.

Ma parliamo un po’ di grafica
Per quanto concerne la grafica probabilmente ci troviamo di fronte ad una delle opere next-gen migliori sul panorama videoludico, per quanto riguarda il livello grafico-tecnico.
Per lo sviluppo, Ninja Theory ha collaborato con il team Quixel per creare un prodotto di altissimo livello, e questo è particolarmente evidente nelle texture: grazie alle scansioni ad alta risoluzione effettuate in Islanda, i dettagli fotografici risultano incredibilmente fedeli. Gli effetti sulla pelle dei personaggi, come l’effetto bagnato che vediamo spesso su Senua, le ombre in situazioni di penombra e le scanalature dei materiali, come quelle su rocce o legno, sono probabilmente i più realistici mai visti finora su console. Però, a mio avviso, l’apice della realizzazione tecnica si raggiunge con gli effetti particellari di acqua e fuoco, animati in modo veramente sublime.
Il sistema di illuminazione di Unreal Engine 5 emula, attraverso un’approssimazione software, ciò che normalmente viene gestito dalle schede video. Ovviamente, attivando la modalità foto, si può notare che il risultato dell’approssimazione software non è esattamente lo stesso di quello ottenuto con la gestione hardware, ma comunque il lavoro svolto è impressionante e potrebbe davvero dare il via a un nuovo standard di definizione su console.
Un altro dettaglio interessante riguarda i riflessi: per le ambientazioni riflesse nelle pozze d’acqua, gli algoritmi utilizzati sembrano essere simili a quelli del Ray Tracing. Per quanto riguarda invece i riflessi dei vari personaggi principali, è stata adottata la tecnica della Screen Space Reflection, che calcola i riflessi in base a ciò che è visibile sullo schermo.

Differenze tra console e PC
Un ultimo, ma fondamentale punto riguarda le differenze tra console e PC. È piuttosto ovvio dire che la risoluzione su console non è la stessa che troviamo su PC: le differenze diventano particolarmente evidenti quando confrontiamo le componenti grafiche tra Xbox Series S e PC, poiché si tratta di due mondi decisamente distanti. Tuttavia, passando da Series S a Series X, oppure da Series X a PC, le differenze non sono così drastiche da lasciare un senso di delusione (spero che nessun PC gamer voglia linciarmi dopo questa affermazione). In ogni caso, se dobbiamo essere precisi, le differenze si notano soprattutto nelle texture, nei riflessi sull’acqua e nei movimenti del mare. Per quanto riguarda la vegetazione e l’illuminazione globale, le discrepanze risultano essere piuttosto contenute. L’ultima differenza riguarda gli FPS, chiaramente sacrificati su console per un bene maggiore. Tra Series S e Series X non c’è quasi alcuna differenza: entrambi mantengono una stabilità abbastanza solida a 30 fps, tranne durante i combattimenti più spettacolari, dove gli FPS calano leggermente, ma non scendono mai sotto i 20 per la Series S e mai sotto i 25/27 per la Series X. Su PC, invece, gli FPS variano tra i 70 e i 120, a seconda della configurazione del sistema, e non scendono mai sotto i 60/70, garantendo un’esperienza decisamente fluida.






CONCLUSIONI
In conclusione, Senua’s Saga: Hellblade II è un’esperienza che va oltre il videogioco, con un comparto sonoro straordinario e l’eccezionale interpretazione di Melina Juergens, grazie a cui il gioco ci immerge nel tormentato viaggio di Senua. Sebbene il gameplay risulti leggermente limitato, non riduce il valore complessivo dell’opera proprio perché la narrazione è il cuore pulsante di questo capolavoro.





Lascia un commento