4 cozy games da recuperare se hai un vecchio Nintendo DS (e non solo!)

Yep, il Nintendo DS è ufficialmente diventato retrogaming. È un trauma? Decisamente sì. È una console invecchiata male? Decisamente no!
Andiamo, non vi viene mai voglia di recuperare il vostro vecchio DS e vedere che fine ha fatto il vostro labrador di Nintendogs? (Come se io non avessi appena ricomprato la versione per 3DS coi bulldog francesi. Lo so, lo so, state sentendo la musichetta del circo in sottofondo).

In un mondo di cozy games che si assomigliano l’uno con l’altro (giocato un Crossing-like, ormai, giocati tutti), tornare indietro nel tempo e recuperare qualche titolo dei bei tempi andati (sì, di quando ancora andavi alle elementari e la cosa peggiore che potesse capitarti era assistere a Musa e Riven delle Winx che si mollavano per l’ennesima volta) forse non è poi una così cattiva idea.


Soprattutto se in mezzo al marasma infinito di titoli dal GameBoy in poi c’è effettivamente qualche perla più o meno nota. Dai più classici Animal Crossing e The Sims a qualche obbrobrio come Catz per GBA o Cosmetic Paradise per NDS (non fatevi domande in merito, mi piacevano i giochi che coinvolgevano il make-up e i vestiti, sono una vera e propria “vittima” dei pink games), Nintendo ha forgiato quella che sarebbe diventata poi la generazione di Stardew Valley e AC New Horizons (la mia isola a tema Disney ormai oltre all’erba alta avrà anche le vipere e altri animali del sottobosco, non tocco la Switch da un po’). 

Cercherò di mostrarvi qualche piccolo gioiellino che ho giocato almeno dieci/quindici anni fa (se non di più, e la cosa mi fa sentire terribilmente vecchia). Cominciamo?

Ecco i cozy games da rigiocare su Nintendo DS (e non solo)!

MySims Kingdom, Wii (2008): avevo esattamente dieci anni all’uscita di questo gioco. Ho sempre amato The Sims 2 (e anche il 3, anche se potevo giocarlo solo sul computer di mio padre), e MySims, con quella grafica così colorata e tondeggiante, era davvero ipnotica, per i miei occhi di bambina. Aggiungete una trama più o meno stabile (ho detto PIÙ O MENO, raga, so bene che è come dire che ho guardato Venom per la trama e non per quel bonazzo di Tom Hardy) e avrete un semi capolavoro.

In MySims Kingdom Re Rolando sceglie il nostro personaggio come nuovo membro dell’Ordine dei Bacchettieri, e insieme ai nostri amici Lyndsay e Pino (sì, Pino, non commentiamo la scelta dei traduttori che da Buddy sono arrivati a PINO, questa cosa mi ha sempre fatto ridere) dovremo vagare per tutto il regno (composto da diverse isole, ognuna con un tema diverso, da quella goth a quella preistorica, passando da elfi, DJ e principesse) e risolvere vari problemi. Che la mia mania da fixer-upper sia iniziata qui? Io non lo escluderei. E poi, ora è disponibile anche su Switch con il Cozy Bundle (onesta? Bello il porting, ma se su Wii mi sembrava infinito, stavolta l’ho finito in neanche quattro giorni).

Enchanted Folk and the School of Wizardry, Nintendo DS (2009): fidatevi, se vi dico che questo NON. POTETE. PERDERVELO. Prego ogni giorno che Nintendo si svegli e lo porti su Switch (ecco, però, se vuole rifarlo per Switch 2 mi tengo il mio amato DS e i probabili 80 euro necessari all’acquisto). Qui di anni ne avevo undici e credetemi, se vi dico che questo è il perfetto mix fra Harry Potter e Animal Crossing. Il nostro personaggio verrà ammesso nell’Accademia di Magia (a cui daremo il nome che preferiremo) e ogni giorno dovremo seguire le lezioni insieme ai nostri compagni, imparando magie e incantesimi, ma anche esplorare il mondo che ci circonda, svelando misteri e facendo anche qualche scherzetto.

Uno dei suoi punti di forza era l’avere già tutti gli strumenti (la pala, la canna da pesca ecc.) all’interno della bacchetta; per non parlare poi della possibilità di acquistare una scopa su cui sfrecciare per i prati e per la zona dei negozi, o uno strumento musicale per improvvisare una jam session coi vicini. È presente anche una parvenza di romance (con tanto di incantesimo per chiedere all’altro/a se si vuole diventare fidanzati), e l’ho sempre trovata una cosa estremamente tenera. Il gameplay, a volte, però, risultava piuttosto macchinoso, e le cose venivano scoperte estremamente a caso (a distanza di anni, ancora non ho capito cosa sia l’Ora del Mistero. Mah.)


Tomodachi Life, Nintendo 3DS (2014): se doveste chiedermi qual è il gioco che ancora oggi considero una specie di sogno febbrile, beh, è Tomodachi Life. Grazie al coinvolgimento dei Mii, i personaggi fatti “a nostra immagine e somiglianza” (spoiler, no, non erano mai somiglianti), il giocatore poteva prendere letteralmente in mano le vite di amici e familiari (che cosa inquietante) interagendo con loro con cibo, vestiti, attività… per non parlare poi delle coppie bislacche che si formavano di quando in quando.

Ho assistito a matrimoni fra alcuni miei amici che voi umani non potreste neppure immaginare (e neanche i vostri Mii). Non era chissà quale capolavoro, trama pressoché assente, ma vedere Mii litigare lanciandosi cose eccetera era davvero divertente. Se avete ancora un Nintendo 3DS vi conviene prendere quella versione, altrimenti… l’anno prossimo uscirà la versione per Switch (e Switch 2? Credo di sì, ma anche in quel caso preferisco tenermi i novanta euro).

Spore Creatures, Nintendo DS (2008): di questo non ci capivo granché (probabilmente dovrei recuperarlo ora, ai tempi avevo una decina d’anni e non è che seguissi proprio la trama), ma quando si trattava di costruire mostriciattoli obbrobriosi… waow. Davvero. Ci passavo le ore.

Ma erano proprio dei mostri brutti eh. Si partiva da una base a patata e da lì l’unico limite era il cielo (fatto di pixel). Contando che questo era uno spin-off di Spore (uscito lo stesso anno per PC e Mac) immaginatevi la meravigliosa grafica per Nintendo DS. Però devo anche ammettere che le possibilità di personalizzazione di questi piccoli esseri un po’ storti e a metà fra il 3D e il 2D (che facevano sembrare gli animali di Chernobyl delle creature fatate) erano veramente infinite: se non ricordo male, erano oltre i 250 “pezzi” disponibili per costruire degli obbrobri dai colori sparaflashanti. E potevi fare amicizia con altre creature deformi, oppure farci delle battles a suon di capocciate o di qualsiasi altro arto prensile (o meno) a disposizione. Un bel gioco ignorante per chi ama i Pokemon ma che “il mio falegname con trentamila lire lo faceva meglio”.

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